VACCINAZIONI IN AMBITO SPORTIVO

PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA

Rimane un fatto anacronistico, se paragonato all’evoluzione della materia in campo pediatrico e del diritto del lavoro, che in campo sportivo – per attività quindi che non presentano nemmeno lontanamente i gradi di rischio collegati all’attività lavorativa – permangano obblighi di vaccinazione contro il tetano. Sembra piuttosto una forma di pigrizia mentale il voler continuare a sostenerne la necessità se non precludere attività sportive e quindi, di fatto, associative, a minori o adulti che liberamente chiedono di farne parte. È, di fatto, la negazione di un diritto fondamentale e, nuovamente, una violazione dell’art. 32 della costituzione.
Riteniamo quindi che, così come avviene per l’accoglienza nelle comunità infantili, nella scuola dell’obbligo (dove peraltro l’attività sportiva è parte integrante della didattica e dei programmi formativi) non ci debbano essere discriminazioni per i minori, né tanto meno per gli adulti. Inoltre, i regolamenti del C.O.N.I., così come di ogni altro Comitato o Associazione che opera in osservanza al quadro legislativo nazionale, non possano ignorare l’evoluzione della materia in termini di accettazione dell’obiezione, quando le motivazioni della stessa sono sempre afferenti agli stessi principi.

In entrambi i casi quindi (lavoro e sport) vale sempre, come linea difensiva nell’esercizio dell’obiezione, quella del rapporto rischio/beneficio, mettendo in evidenza i rischi potenziali correlati alla vaccinazione rispetto a quelli derivanti dalla mancata vaccinazione. Fa parte di questa strategia la citazione di studi clinici che possono essere citati anche in lingua inglese.

Ad esempio:

  • [Multifocal demyelinating neuropathy after tetanus vaccine]
  • Paradiso G, Micheli F, Fernández Pardal M, Casas Parera I.
  • Hospital de Clínicas José de San Martin, Facultad de Medicina, Universidad de Buenos Aires, Argentina.
  • Abstract. A 39 year old man presenting multifocal demyelinating neuropathy (MFDN) is reported. Fifteen days before onset he had been vaccinated with 75 IU of tetanus toxoid. Although recent histories of vaccination or viral infection support the immunological hypothesis proposed for chronic acquired demyelinating neuropathies (CADN) it is reported for the first time in MFDN, suggesting that MFDN and CADN may share common pathophysiological mechanisms; PMID: 2292912 [PubMed – indexed for MEDLINE]

Pertanto, la strategia non cambia rispetto alle vaccinazioni dell’infanzia. Come può reagire a questo punto l’ente a cui ci si rivolge? Può ragionevolmente accettare le vostre istanze ma, per tutelarsi potrà richiedere anche in questo caso una liberatoria con assunzione di responsabilità genitoriale o propria (se maggiorenne), che sarà del tutto simile a quella da utilizzare per il caso dei lavoratori dipendenti.

Se tutto questo non bastasse allora bisogna intervenire legalmente.