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Milano, giudice: "Autismo causato da vaccino, vitalizio a bambino"

Il Ministero della Salute dovrà versare un assegno bimestrale per tutta la vita a un bambino autistico al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla GlaxoSmithKline. Lo ha deciso il Tribunale del Lavoro di Milano, riconoscendo quindi il nesso causale tra la vaccinazione e la malattia.

Grazie, ma NO GRAZIE.

A quanto pare, sembra che al Sindaco del Comune di Ascoli Piceno non siano gradite istanze della cittadinanza che non siano omologate da organi istituzionali o ministeriali.

Storica vittoria alla Corte d'Appello di Napoli sezione minorenni

 Annullato il decreto di affievolimento della patria potestà

Storica vittoria giudiziaria alla Corte d'Appello di Napoli, Sezione Minorenni, in tutela di una nostra obiettrice che aveva ricevuto l'affievolimento della potestà dal TDM di Napoli.

“Secondo l’autorità costituita, in questo locale sono proibiti tutti i ragionamenti” Fontamara, Ignazio Silone.

di Lucia D'Augelli, Presidente Comilva Puglia ONLUS

 

E' nata Comilva Friuli Venezia Giulia Onlus

COMUNICATO STAMPA

E’ nata l’associazione di volontariato Comilva Friuli Venezia Giulia ai sensi delle legge 266/91 e 23/2012, con sede a Codroipo (UD).

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La verità oltre la propaganda

di: Alberto Mariani

Una delle più forti argomentazioni che le istituzioni sanitarie e i loro paladini utilizzano per sostenere la necessità del mantenimento della pratica vaccinale e, nel caso italiano, dell’obbligatorietà di essa, è che senza un’adeguata copertura alcune malattie scomparse nei paesi sviluppati potrebbero ritornare.

Noncuranti di qualsivoglia altra considerazione, innalzano questa teoria medica a verità dogmatica e questa diviene, nella migliore delle ipotesi, la sola chiave di lettura della realtà in cui anche il fallimento delle campagne vaccinali viene trasformato nel suo opposto. Il fallimento da vaccino diviene il motivo per il quale è necessario vaccinare! 

LA VERITA' UFFICIALE

da: [1] http://www.aslbi.piemonte.it/upload/CE/vaccini_risposte_quesiti_comuni_2012.pdf 

II. Il ritorno della difterite nella ex Unione Sovietica

L’esempio più significativo di cosa possa accadere quando in un Paese si smette di vaccinare contro la difterite è rappresentato dalla spaventosa epidemia di difterite scoppiata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica nel 1990-91 (World Health Organization 1996). Fino al 1990 nell’Unione sovietica i casi di difterite erano pochissimi. Dopo il 1989, per gli sconvolgimenti economico-sociali conseguenti alla caduta del regime comunista, nell’ex Unione Sovietica un numero sempre minore di bambini fu vaccinato contro la difterite. Ciò creò le condizioni per il verificarsi di un’epidemia, cui forse contribuirono i militari russi reduci dall’Afghanistan, alcuni dei quali erano diventati portatori del batterio della difterite.

La conseguenza fu un’epidemia di quasi 200.000 casi di difterite, che provocò quasi 6.000 morti. Solo tra il 1992 ed il 1995 nell’ex Unione Sovietica vennero notificati oltre 125.000 casi di difterite, con 4.000 morti (Dittmann 1997).

I casi si verificarono non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti non vaccinati. L’epidemia è proseguita, sebbene con minore intensità, nel periodo 2000 – 2005, durante il quale risultano notificati 3.971 casi di difterite nella Federazione Russa; solo nel 2006 è iniziata una cospicua diminuzione, 24 sino a giungere a 9 casi nel 2010 (fonte: [2] Centralized Information System for Infectious Diseases, http://data.euro.who.int/CISID). E’ da segnalare che si verificarono anche dei casi tra alcuni viaggiatori in Russia, successivamente tornati nel loro Paese d’origine (in Finlandia, Polonia, Germania, Repubblica Ceca) (Ministero della Sanità 1997).

Nei Paesi sopracitati non si è verificata la diffusione del germe (la popolazione era vaccinata), ma nella confinante Mongolia seguì un’epidemia che coinvolse 128 persone, con 21 morti, in prevalenza bambini (World Health Organization 1997 b). Due casi di difterite furono segnalati tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002 nell’Europa occidentale: in Finlandia in un neonato, deceduto (non era stato ancora vaccinato); in Olanda in una signora di 59 anni, sopravvissuta. La preoccupante epidemia dell’ex Unione Sovietica indusse il Ministero della Sanità italiano ad emanare una circolare, con la quale si invita a rivaccinare gli adulti non solo contro il tetano, ma anche contro la difterite (Ministero della Sanità 1997). La difterite è una malattia che si trasmette per via aerea; pertanto solo le persone immunizzate contro di essa non hanno conseguenze dell’infezione con il batterio difterico. Quanto successo nella ex Unione Sovietica dimostra come sia pericoloso smettere di vaccinare i bambini contro la difterite; in caso di ricomparsa del germe, si verificano casi non solo tra i più piccoli, ma anche tra gli adulti che da tempo non si rivaccinano, oppure che non sono mai stati immunizzati. Per questa ragione la vaccinazione contro la difterite è sempre stata inserita nei calendari vaccinali di tutti i Paesi del mondo.

LE OSSERVAZIONI

Innanzitutto partiamo da una osservazione su come vengano raccolti i dati epidemiologici in Russia e nelle ex repubbliche sovietiche.  

 Dati sull'epidemia di Difterite, 1990
 Casi di Difterite nel 1990
Nominativo Carica
 Pubblicazione In tutto il paese A Mosca
Narkevich M.I. Capo del dipartimento epidemiologico
 principale del ministero della salute
 dell’URSS.
 Med. Gazeta457188
DeniNarkevich M.I.sov I.N. Ministro della Salute Rapporto del XII EASB AMN,
 marzo 1991
 - 688
Kondrusev A.I. Vice Ministro, Cap. ufficiale
 sanitario di stato
 Rabotnitsa, N. 4, 1991 600 300
Nisevich N.I. Accademico della AMN Med. Gazeta,
 Aprile 1991
 1500 -
Baranoff А.А. Vice Ministro della Salute URSS Lettera di risposta al
 Comitato
 852 (dal 1989) -
Kovalenko E.B. Medico sanitario della regione
 di Mosca
 Leninskoe Znamya,
 Maggio 1991
 852 (dal 1990) -
Vaganov N.N. Vice Ministro della Salute URSS Moskovsky Komsomolets,
 Maggio 1991
 - 500
Murray Feshbach Demografo Secondo i dati ufficiali del
 Ministero della salute
 - 211
Servizio Epidemiologico Statale Gestione statistiche Rossiyskaya Gazeta 1213 -

La dottoressa e virologa G . Chernuskova ha provato a fare un punto di come abbiano potuto raccogliere questi dati provando a mettere insieme tutte le fonti ufficiali riferite ai casi di difterite nel 1991 in Russia e a Mosca. Ne risulta il seguente schema:

Una domanda sorge spontanea: di quale paese stanno parlando questi ufficiali? Non certo dello stesso paese! [3] http://a-naumov.narod.ru/books.files/Vaccination/19.html

Qualcuno potrebbe ipotizzare che questa sia la posizione personale della dottoressa se non fosse che, senza mezze parole, questo studio [4] J Epidemiol Community Health. 2000 Oct.; 54(10): 740-4 concluda che

L'epidemiologia in Russia rimane in uno stato arcaico della scienza della diffusione delle malattie infettive ed ciò è dannoso per la metodologia della ricerca medica in Russia".

03/05/2014 - 12:01 thinknew

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