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Grazie, ma NO GRAZIE.

 

 

A quanto pare, sembra che al Sindaco del Comune di Ascoli Piceno non siano gradite istanze della cittadinanza che non siano omologate da organi istituzionali o ministeriali. Che dire poi della “divulgazione di informazioni scientifiche sui vaccini …” se queste non sono, a loro volta omologate dal Ministero con tanto di patentino con la dicitura “informazione oggettiva”.

SI PARLA DI DANNI DA VACCINO E IL SINDACO REVOCA IL PATROCINIO

Il Sindaco del Comune di Ascoli Piceno, l'Avvocato Guido Castelli, a pochi giorni dal convegno sulle vaccinazioni pediatriche fissato per il 18 ottobre alla Camera di Commercio ascolana, ha deciso di revocare il patrocinio che aveva prima concesso. Un voltafaccia in corner, quasi che qualcuno gli abbia "fatto notare" che quan

Articolo di Cronaca, morte per tetano nel cesenate

Leggiamo da un quotidiano locale dell’Emilia Romagna di questi giorni della morte di una signora anziana cesenate di 88 anni a causa del tetano.

MMR e Autismo: il caso Wakefield come emblema del “COVER-UP scientifico”

Polemiche e diffamazioni dei negazionisti del danno da vaccino si moltiplicano sui media, in un vero e proprio attacco frontale agli Obiettori e alle loro Associazioni, utilizzando come pretesto la presunta frode scientifica del medico inglese, collegata alla sua pubblicazione su “The Lancet” del 1998.

Nei giorni scorsi si è scatenata sul sito de “Il Fatto Quotidiano” una controffensiva mediatica a sostegno delle vaccinazioni chiaramente mirata a diffamare le associazioni degli obiettori e a demonizzare, manco a dirlo, per l’ennesima volta, i lavori del dott. Wakefield, oramai un bersaglio costante dei negazionisti, emblema della cosiddetta “truffa” che sarebbe stata perpetrata ai danni di tanti genitori che, spaventati, non avrebbero più provveduto a vaccinare i loro figli contro il morbillo, causando chissà quali e quanti problemi all’umanità.

Sta di fatto che dopo la sentenza di Rimini e le storie recentemente venute alla ribalta con le altre sentenze di risarcimento, l’imbarazzo dell’establishment sanitario è lampante ed è chiaro che la pubblicazione di questi articoli DEVE in qualche modo servire a controbilanciare il peso che la rivelazione di queste tragedie ha sull’opinione pubblica,

L’articolo più allucinante (sia per la forma sfacciatamente offensiva che per la sostanza pressoché nulla di supporto scientifico) è stato pubblicato in questi giorni a firma dell’esimio dott. Salvo Di Grazia, [1].

L’articolo è una sorta di “fast food” dell’informazione deviata che contiene, accanto alla solita veemenza ed arroganza, una ricostruzione superficiale e a senso unico dell’affare Wakefield, utilizzandone le conclusioni per “dimostrare” la posizione a-scientifica delle associazioni e delle persone che si battono da anni per la difesa dei danneggiati da vaccino e per la libera scelta.

Legittimità dell'Obiezione di Coscienza sancita dal Decreto del TdM di Bologna, Proc. 575/11

Ancora un altro Decreto che conferma i principi fondanti dell'obiezione attiva, nonostante i continui attacchi di alcuni PM e dei detrattori di una scelta libera e consapevole

Recentissimo decreto del Tribunale per i Minorenni di Bologna, depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2014 (Procedimento 575/11), che statuisce in favore dei genitori obiettori. Nonostante le richieste di provvedimenti ablativi della potestà genitoriale avanzati dal Procuratore Minorile di Bologna, il Tribunale ha preso ancora una linea intelligente e giuridicamente inattaccabile. Ed ha accolto tutte le nostre istanze. E' un decreto di alto valore giuridico: in un momento di attacchi da ogni parte (per i quali dobbiamo solo sentirci orgogliosi), la Giustizia pare molto più ragionevole e concreta, argomentando puntualmente le ragioni che sottendono all’obiezione di coscienza attiva che il COMILVA sta proponendo come strumento per la difesa del diritto alla libera scelta consapevole in materia di salute ed in particolare di vaccinazione. I concetti espressi in questa sentenza sono rilevanti per l’ambito minorile ma, in generale, sono estendibili a tutto l’ambito vaccinale, soprattutto quando chiama in causa il principio sancito dalla L. 210/92, ovvero “è noto che non si può escludere con assoluta certezza la possibilità per cui, a seguito del vaccino, subentrino conseguenze nocive anche di natura permanente”. Questo principio va sempre fatto valere in tutte le situazioni per cui un ente, pubblico o privato che sia (vaccinazioni professionali, militari ecc.), tende a presentare la vaccinazione come unico presidio per la tutela della salute personale, indicando indirettamente come debba essere condotta sempre e comunque una corretta valutazione del rischio (in primis), senza imporre scelte in modo aprioristico (… riconducendolo, piuttosto, in via prevalente, nell'ambito di scelte di politica legislativa sanitaria da valutarsi sul piano dell'interesse pubblico ad evitare l’insorgere di importanti focolai epidemici …). 

Altro passaggio importante è quello che mette in chiaro la legittimità scientifica della corrente di pensiero della medicina che afferma la presenza di rischi reali per la salute connessi alla pratica vaccinale.

Riportiamo di seguito il testo della sentenza, che trovate comunque in allegato.

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La verità oltre la propaganda

di: Alberto Mariani

Una delle più forti argomentazioni che le istituzioni sanitarie e i loro paladini utilizzano per sostenere la necessità del mantenimento della pratica vaccinale e, nel caso italiano, dell’obbligatorietà di essa, è che senza un’adeguata copertura alcune malattie scomparse nei paesi sviluppati potrebbero ritornare.

Noncuranti di qualsivoglia altra considerazione, innalzano questa teoria medica a verità dogmatica e questa diviene, nella migliore delle ipotesi, la sola chiave di lettura della realtà in cui anche il fallimento delle campagne vaccinali viene trasformato nel suo opposto. Il fallimento da vaccino diviene il motivo per il quale è necessario vaccinare! 

LA VERITA' UFFICIALE

da: [1] http://www.aslbi.piemonte.it/upload/CE/vaccini_risposte_quesiti_comuni_2012.pdf 

II. Il ritorno della difterite nella ex Unione Sovietica

L’esempio più significativo di cosa possa accadere quando in un Paese si smette di vaccinare contro la difterite è rappresentato dalla spaventosa epidemia di difterite scoppiata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica nel 1990-91 (World Health Organization 1996). Fino al 1990 nell’Unione sovietica i casi di difterite erano pochissimi. Dopo il 1989, per gli sconvolgimenti economico-sociali conseguenti alla caduta del regime comunista, nell’ex Unione Sovietica un numero sempre minore di bambini fu vaccinato contro la difterite. Ciò creò le condizioni per il verificarsi di un’epidemia, cui forse contribuirono i militari russi reduci dall’Afghanistan, alcuni dei quali erano diventati portatori del batterio della difterite.

La conseguenza fu un’epidemia di quasi 200.000 casi di difterite, che provocò quasi 6.000 morti. Solo tra il 1992 ed il 1995 nell’ex Unione Sovietica vennero notificati oltre 125.000 casi di difterite, con 4.000 morti (Dittmann 1997).

I casi si verificarono non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti non vaccinati. L’epidemia è proseguita, sebbene con minore intensità, nel periodo 2000 – 2005, durante il quale risultano notificati 3.971 casi di difterite nella Federazione Russa; solo nel 2006 è iniziata una cospicua diminuzione, 24 sino a giungere a 9 casi nel 2010 (fonte: [2] Centralized Information System for Infectious Diseases, http://data.euro.who.int/CISID). E’ da segnalare che si verificarono anche dei casi tra alcuni viaggiatori in Russia, successivamente tornati nel loro Paese d’origine (in Finlandia, Polonia, Germania, Repubblica Ceca) (Ministero della Sanità 1997).

Nei Paesi sopracitati non si è verificata la diffusione del germe (la popolazione era vaccinata), ma nella confinante Mongolia seguì un’epidemia che coinvolse 128 persone, con 21 morti, in prevalenza bambini (World Health Organization 1997 b). Due casi di difterite furono segnalati tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002 nell’Europa occidentale: in Finlandia in un neonato, deceduto (non era stato ancora vaccinato); in Olanda in una signora di 59 anni, sopravvissuta. La preoccupante epidemia dell’ex Unione Sovietica indusse il Ministero della Sanità italiano ad emanare una circolare, con la quale si invita a rivaccinare gli adulti non solo contro il tetano, ma anche contro la difterite (Ministero della Sanità 1997). La difterite è una malattia che si trasmette per via aerea; pertanto solo le persone immunizzate contro di essa non hanno conseguenze dell’infezione con il batterio difterico. Quanto successo nella ex Unione Sovietica dimostra come sia pericoloso smettere di vaccinare i bambini contro la difterite; in caso di ricomparsa del germe, si verificano casi non solo tra i più piccoli, ma anche tra gli adulti che da tempo non si rivaccinano, oppure che non sono mai stati immunizzati. Per questa ragione la vaccinazione contro la difterite è sempre stata inserita nei calendari vaccinali di tutti i Paesi del mondo.

LE OSSERVAZIONI

Innanzitutto partiamo da una osservazione su come vengano raccolti i dati epidemiologici in Russia e nelle ex repubbliche sovietiche.  

 Dati sull'epidemia di Difterite, 1990
 Casi di Difterite nel 1990
Nominativo Carica
 Pubblicazione In tutto il paese A Mosca
Narkevich M.I. Capo del dipartimento epidemiologico
 principale del ministero della salute
 dell’URSS.
 Med. Gazeta457188
DeniNarkevich M.I.sov I.N. Ministro della Salute Rapporto del XII EASB AMN,
 marzo 1991
 - 688
Kondrusev A.I. Vice Ministro, Cap. ufficiale
 sanitario di stato
 Rabotnitsa, N. 4, 1991 600 300
Nisevich N.I. Accademico della AMN Med. Gazeta,
 Aprile 1991
 1500 -
Baranoff А.А. Vice Ministro della Salute URSS Lettera di risposta al
 Comitato
 852 (dal 1989) -
Kovalenko E.B. Medico sanitario della regione
 di Mosca
 Leninskoe Znamya,
 Maggio 1991
 852 (dal 1990) -
Vaganov N.N. Vice Ministro della Salute URSS Moskovsky Komsomolets,
 Maggio 1991
 - 500
Murray Feshbach Demografo Secondo i dati ufficiali del
 Ministero della salute
 - 211
Servizio Epidemiologico Statale Gestione statistiche Rossiyskaya Gazeta 1213 -

La dottoressa e virologa G . Chernuskova ha provato a fare un punto di come abbiano potuto raccogliere questi dati provando a mettere insieme tutte le fonti ufficiali riferite ai casi di difterite nel 1991 in Russia e a Mosca. Ne risulta il seguente schema:

Una domanda sorge spontanea: di quale paese stanno parlando questi ufficiali? Non certo dello stesso paese! [3] http://a-naumov.narod.ru/books.files/Vaccination/19.html

Qualcuno potrebbe ipotizzare che questa sia la posizione personale della dottoressa se non fosse che, senza mezze parole, questo studio [4] J Epidemiol Community Health. 2000 Oct.; 54(10): 740-4 concluda che

L'epidemiologia in Russia rimane in uno stato arcaico della scienza della diffusione delle malattie infettive ed ciò è dannoso per la metodologia della ricerca medica in Russia".

03/05/2014 - 13:01 thinknew

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