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MMR e Autismo: il caso Wakefield come emblema del “COVER-UP scientifico”

Polemiche e diffamazioni dei negazionisti del danno da vaccino si moltiplicano sui media, in un vero e proprio attacco frontale agli Obiettori e alle loro Associazioni, utilizzando come pretesto la presunta frode scientifica del medico inglese, collegata alla sua pubblicazione su “The Lancet” del 1998.

Nei giorni scorsi si è scatenata sul sito de “Il Fatto Quotidiano” una controffensiva mediatica a sostegno delle vaccinazioni chiaramente mirata a diffamare le associazioni degli obiettori e a demonizzare, manco a dirlo, per l’ennesima volta, i lavori del dott. Wakefield, oramai un bersaglio costante dei negazionisti, emblema della cosiddetta “truffa” che sarebbe stata perpetrata ai danni di tanti genitori che, spaventati, non avrebbero più provveduto a vaccinare i loro figli contro il morbillo, causando chissà quali e quanti problemi all’umanità.

Sta di fatto che dopo la sentenza di Rimini e le storie recentemente venute alla ribalta con le altre sentenze di risarcimento, l’imbarazzo dell’establishment sanitario è lampante ed è chiaro che la pubblicazione di questi articoli DEVE in qualche modo servire a controbilanciare il peso che la rivelazione di queste tragedie ha sull’opinione pubblica,

L’articolo più allucinante (sia per la forma sfacciatamente offensiva che per la sostanza pressoché nulla di supporto scientifico) è stato pubblicato in questi giorni a firma dell’esimio dott. Salvo Di Grazia, [1].

L’articolo è una sorta di “fast food” dell’informazione deviata che contiene, accanto alla solita veemenza ed arroganza, una ricostruzione superficiale e a senso unico dell’affare Wakefield, utilizzandone le conclusioni per “dimostrare” la posizione a-scientifica delle associazioni e delle persone che si battono da anni per la difesa dei danneggiati da vaccino e per la libera scelta.

Legittimità dell'Obiezione di Coscienza sancita dal Decreto del TdM di Bologna, Proc. 575/11

Ancora un altro Decreto che conferma i principi fondanti dell'obiezione attiva, nonostante i continui attacchi di alcuni PM e dei detrattori di una scelta libera e consapevole

Recentissimo decreto del Tribunale per i Minorenni di Bologna, depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2014 (Procedimento 575/11), che statuisce in favore dei genitori obiettori. Nonostante le richieste di provvedimenti ablativi della potestà genitoriale avanzati dal Procuratore Minorile di Bologna, il Tribunale ha preso ancora una linea intelligente e giuridicamente inattaccabile. Ed ha accolto tutte le nostre istanze. E' un decreto di alto valore giuridico: in un momento di attacchi da ogni parte (per i quali dobbiamo solo sentirci orgogliosi), la Giustizia pare molto più ragionevole e concreta, argomentando puntualmente le ragioni che sottendono all’obiezione di coscienza attiva che il COMILVA sta proponendo come strumento per la difesa del diritto alla libera scelta consapevole in materia di salute ed in particolare di vaccinazione. I concetti espressi in questa sentenza sono rilevanti per l’ambito minorile ma, in generale, sono estendibili a tutto l’ambito vaccinale, soprattutto quando chiama in causa il principio sancito dalla L. 210/92, ovvero “è noto che non si può escludere con assoluta certezza la possibilità per cui, a seguito del vaccino, subentrino conseguenze nocive anche di natura permanente”. Questo principio va sempre fatto valere in tutte le situazioni per cui un ente, pubblico o privato che sia (vaccinazioni professionali, militari ecc.), tende a presentare la vaccinazione come unico presidio per la tutela della salute personale, indicando indirettamente come debba essere condotta sempre e comunque una corretta valutazione del rischio (in primis), senza imporre scelte in modo aprioristico (… riconducendolo, piuttosto, in via prevalente, nell'ambito di scelte di politica legislativa sanitaria da valutarsi sul piano dell'interesse pubblico ad evitare l’insorgere di importanti focolai epidemici …). 

Altro passaggio importante è quello che mette in chiaro la legittimità scientifica della corrente di pensiero della medicina che afferma la presenza di rischi reali per la salute connessi alla pratica vaccinale.

Riportiamo di seguito il testo della sentenza, che trovate comunque in allegato.

Le revisioni scientifiche di una mamma?

Quando il confronto delle idee non è sostenibile i nostri detrattori brandiscono la scienza come mezzo di persuasione di massa; il caso creato ad arte sul libro "Vaccinare contro il tetano?" di Roberto Gava ed Eugenio Serravalle.

Il libro "Vaccinare contro il tetano?" di Roberto Gava ed Eugenio Serravalle è stato oggetto di osservazioni e commenti che ne hanno deliberatamente stravolto il senso e creato polemiche infondate. Criticare, dissentire è legittimo: Noi lo facciamo spesso, nella ricerca di quelle informazioni che vengono celate o distorte. Lo facciamo con un lavoro volontario, non retribuito, sacrificando il nostro tempo ad altri impegni. Non abbiamo conflitti di interesse. Siamo sempre dalla parte dei bambini danneggiati dai vaccini, insieme alle altre associazioni che li rappresentano; combattiamo la disinformazione rivolta ai genitori perché accettino passivamente di inoculare ai bambini di 3 mesi 6-7-8  vaccini contemporaneamente; ci impegniamo per  l’abolizione dell’obbligo e rivendichiamo il diritto alla libertà di scelta.

Abbiamo chiesto agli Autori l’autorizzazione a pubblicare il paragrafo in discussione perché leggere integralmente il testo oggetto di discussione ci pare il modo più corretto perché tutti possano giudicare personalmente.

Le frasi in giallo sono state evidenziate da noi perché sono quelle più pertinenti all’argomento in oggetto.

[Le frasi in rosso tra parentesi quadre sono state aggiunte da noi come ulteriore commento al testo ]

Quello che segue è quindi integralmente tratto dal libro: Gava R., Serravalle E.Vaccinare contro il Tetano? Edizioni Salus Infirmorum, 2a ed., Padova, 2011.

Diabete e vaccinazioni pediatriche

Riconoscimento del nesso causale fra vaccinazioni pediatriche e Diabete

Giusto riconoscimento da parte del Tribunale di Rieti (pronunciamento del Giudice del Lavoro, Valentina Cacace) ai sensi della Legge 210/92 per una bambina che si è ammalata di diabete nel 2002 e, da allora, è insulino dipendente, dopo un ciclo vaccinale pressoché completo (ai sensi del calendario vaccinale approvato dal Ministero della Salute) fra vaccinazioni obbligatorie e facoltative.

Il tribunale di Rieti, ha accolto il ricorso di due avvocati (Quirino Grillo di Rieti e Luca Ventaloro di Rimini), accertando l'esistenza del un nesso di causalità tra le vaccinazioni e il diabete contratto dalla minore. Chiamati a rispondere il Ministero della Salute, mentre viene accertato il difetto di legittimazione passiva per la Regione Lazio e l’AUSL di Rieti.

Ministero, Regione e AUSL si erano costituite in giudizio contestando la propria legittimazione passiva, la competenza per territorio, il difetto di legittimazione attiva e la stessa fondatezza della domanda per assenza di nesso causale.

Vittoria storica a Trieste: Accolto ricorso avverso sanzione amministrativa

Grande soddisfazione ha suscitato in tutto il movimento triestino ma anche in tutto il gruppo del Friuli Venezia Giulia del COMILVA la Sentenza del Tribunale ordinario di Trieste, Sezione Civile, N. 854/2013 Rg. N. 62/2013 – Opposizione ad Ordinanza Ingiunzione, che andiamo a descrivervi di seguito.

Si tratta di una grandissima affermazione di diritto per un ricorso avverso la sanzione amministrativa per mancata vaccinazione di minore, irrogata come di consueto dalla ASS1 Triestina, in deroga alla prassi regionale che vede da molto tempo queste sanzioni “abbandonate” da tutte le altre ASS regionali.

L’unica, fra tutte, la ASS1 Triestina continuava a inviare queste sanzioni senza curarsi dell’indirizzo tacito proposto senza alcun pronunciamento ufficiale dalla direzione sanitaria regionale che però, interpellata più volte ha sempre delegato alle singole ASS la libertà di agire in tal senso.

Molti sono gli spunti positivi che emergono da questa bella sentenza, frutto di una riflessione finalmente pacata e logica di un giudice sensibile alla tematica e pronto a cogliere le istanze che da anni i genitori triestini, come tutti in generale, propongono alle Aziende Sanitarie e alle direzioni sanitarie regionali, Ministero e istituzioni tutte.

Raccogliamo brevemente alcuni passaggi significativi della sentenza.

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LETTERA APERTA PER NON DIMENTICARE LE STRAGI DEL VACCINO ANTIPERTOSSE

di: Francesco Lucarelli lucarelli.francesco@yahoo.it

Tratto da una comunicazione inviata via mail venerdì 22 febbraio 2013, ai seguenti ai dottori:Vittorio Demicheli (Responsabile del SSepi-SeREMI - Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle Malattie Infettive Regione Piemonte vdemicheli@aslal.it; Annalisa De Silvestri (biologa contrattista presso Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo Pavia); Carmine Tinelli (Incaricato presso il Servizio di Biometria e Statistica Medica, presso Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo Pavia); Alberto Eugenio Tozzi (Ospedale Pediatrico bambino Gesù, Roma) , Thomas Jefferson (Vaccines Field, The Cochrane Collaboration, Via Adige 28a, Anguillara Sabazia, Roma, 00061, Italy).

PREMESSA

Pubblichiamo questa Lettera Aperta dell’amico Francesco anche perché ci consente di riproporvi un lavoro pregevolissimo che lui stesso ha prodotto qualche anno fa (2006), dal titolo “Vaccini contenenti tiomersale e disordini neuro evolutivi in Italia: cronaca di un cover-up”, un’indagine retrospettiva e multidisciplinare (ovvero l’esperienza di un genitore che ha voluto vederci chiaro). Questa importante ricerca contribuisce a far luce sulle modalità con le quali in Italia vengono gestite questioni legate alla sicurezza dei vaccini e sull’attendibilità delle dichiarazioni dei cosiddetti “esperti” al riguardo. Tutti noi sappiamo come il fenomeno della crescita esponenziale dell’Autismo sia di grande attualità, nonostante ogni volta che emerge dall’ormai enorme evidenza un grido di dolore (per una sentenza, un appello) tutto l’establishment sanitario si affretti a negare e a rinnegare ogni possibile collegamento con le vaccinazioni. 

Ringraziamo l’amico Francesco per la disponibilità a pubblicare questi documenti.

Egregio dottor Vittorio Demicheli,

spero che lei si ricordi di me. Più di 6 anni fa le inviai del materiale cartaceo, tramite raccomandata postale. Lamentavo il fatto di aver scoperto che i disordini neuropsichiatrici di cui mio figlio soffre derivavano dalla somministrazione del vaccino Acelluvax dell'azienda Chiron-Biocine-Novartis. E che, a mio avviso, simile sintomatologia aveva potuto essere osservata nei lattanti che avevano preso parte ad uno studio clinico di farmacovigilanza (fase IV) "camuffato", condotto all'I.R.C.C.S. San Matteo di Pavia, esattamente al termine del quale la ditta produttrice del vaccino somministrato inviava una comunicazione al Ministero della Salute. Ministero che, a sua volta, provvedeva a sospenderne l'autorizzazione all'immissione in commercio. E che, visto l'esiguo numero dei neonati coinvolti in quel trial e il diffuso uso che di quel vaccino era stato fatto nel nostro Paese, per una semplice proporzione matematica, migliaia – se non decine di migliaia – dovevano esserne i danneggiati. Le chiedevo anche se aveva informazioni a riguardo, contando sul ruolo che ancora attualmente ricopre nell'ambito del Cochrane Vaccines Field.

30/03/2013 - 16:42 thinknew

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INDAGINE CONOSCITIVA NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI PER LA LIBERTÀ VACCINALE

Il sistema di farmacovigilanza italiano ignora deliberatamente le reazioni avverse delle vaccinazioni: aiutaci a fare chiarezza su questo! Registrate qui il vostro caso e leggete attentamente le Avvertenze prima di compilare la scheda di segnalazione: Grazie per il contributo che darete