Andrew Wakefield e i retroscena della controversia “Lancet 12”

La vera storia di un insabbiamento globaleicono-descarga-pdf-150x150

Brani tratti da:
Vaccine Epidemic, di L. K. Habacus, M.A. e M. Holland, J.D.
Science for Sale, di D. L. Lewis, PhD

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Introduzione: ANDATELO A VEDERE!

… Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere?” … (Matteo, 11)

Abbiamo scomodato, si fa per dire, un famoso brano del Vangelo di Matteo per introdurre la presentazione degli incontri che abbiamo la possibilità di avere con il dr. Andrew Wakefield nell’occasione della sua venuta in Italia, nella seconda metà di ottobre.

Qualcuno potrebbe accusarci di blasfemia, ma la nostra intenzione non è certo quella di paragonare il medico inglese ad un profeta: abbiamo semplicemente utilizzato questa metafora per stimolare la vostra naturale curiosità: ogni persona dotata di intelligenza dovrebbe farsi un’opinione indipendente sulla vicenda umana e professionale di questo medico coraggioso che ha saputo e soprattutto voluto opporsi all’establishment scientifico dominante e, per questo, ha pagato un prezzo altissimo.

Qualcun altro potrebbe chiedersi anche “cosa posso trovare di così interessante in questa storia, in fin dei conti non mi riguarda, è una delle tante, e ho già tanti problemi …”.
Certamente la nostra vita è piena di problemi: il lavoro, la casa, le difficoltà di ogni giorno … ma questa storia ci riguarda molto da vicino, molto più di quanto possiamo pensare o credere.
In questa vicenda ci siamo noi tutti, i nostri figli, il nostro futuro. Non lasciamo che tutto questo ci venga Portato via senza accorgercene!

Andrew Wakefield sarà in Italia nella seconda metà di ottobre e farà un tour in diverse città italiane, presenziando alle proiezioni di Vaxxed, incontrando le persone: abbiamo una buona occasione per usare la nostra intelligenza, evitando per una volta tanto di farci manipolare dalla disinformazione. Laddove i nostri governanti hanno dimostrato tutta la loro ignavia, cerchiamo di essere donne e uomini liberi, al di là di ogni condizionamento. Seguiteci nei prossimi giorni e vi aggiorneremo sulle date e i luoghi del tour.

Che cos’è VAXXED

VAXXED NON è un lavoro “ANTIVACCINI” come fa comodo definire, basta leggere la sua presentazione (http://www.imdb.com/title/tt5562652/plotsummary): “Nel 2013, il biologo Dr. Brian Hooker ricevette una chiamata da un Senior Scientist presso i Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) che aveva condotto uno studio nel 2004 sul vaccino morbillo-parotite-rosolia (MMR) e il suo legame con l’autismo. Lo scienziato, il Dr. William Thompson, ha confessato che il CDC aveva omesso dati cruciali nella relazione finale che aveva rivelato una relazione causale tra il vaccino MMR e l’autismo.

Nel corso di diversi mesi, il dottor Hooker registra le telefonate fatte a lui dal Dr. Thompson, che forniva dati riservati che erano stati nel frattempo distrutti dai suoi colleghi del CDC.

Il Dr. Hooker chiede l’aiuto di Andrew Wakefield, il gastroenterologo inglese falsamente accusato di aver dato inizio al movimento anti-VAX quando The Lancet pubblicò nel 1998 uno studio sul rapporto tra autismo e specifici problemi gastrointestinali, nel quale si riportava la testimonianza dell’insorgenza della patologia subito dopo la vaccinazione MMR. Nel suo continuo impegno a sostegno della salute dei bambini, Wakefield dirige il documentario, esamina le prove nascoste all’interno di un terribile cover-up messo in scena dall’agenzia governativa incaricata di proteggere la salute dei cittadini americani. Le interviste con gli addetti ai lavori delle case farmaceutiche, con medici, politici e genitori di bambini danneggiati dalle vaccinazioni rivelano un inganno allarmante che ha contribuito ad aumentare a dismisura l’epidemia potenzialmente più catastrofica della nostra epoca recente”.

Se avete sentito parlare del dr. Andrew Wakefield, e probabilmente di questi tempi è successo in diverse occasioni, vi sarà capitato di sentire, fra le tante, due cose principali e opposte:

  • che è un ciarlatano, un ricercatore privo di etica professionale e un venditore di fumo, radiato dall’Ordine dei medici della Gran Bretagna (GMC) e che il suo lavoro pubblicato su The Lancet nel 1998 che tratta della possibile correlazione fra l’autismo e patologie gastrointestinali è stato ritirato;
  • avrete anche sentito dire però che il dr. Wakefield è un brillante ricercatore, uno scienziato coraggioso, un medico compassionevole, amato dai suoi pazienti e uno strenuo difensore delle famiglie colpite dalle reazioni avverse ai vaccini ed in particolare dall’autismo;

Qual è allora la verità fra queste?

I retroscena della vicenda

Il dr. Andrew Wakefield si è laureato alla St. Mary’s Hospital Medical School dell’Università di Londra nel 1981, proveniente da una famiglia con una lunga tradizione (quattro generazioni) di studi in medicina presso questa prestigiosa scuola. La sua carriera si è sviluppata prevalentemente nella chirurgia gastrointestinale, specializzandosi nelle malattie infiammatorie intestinali. È diventato un membro del Royal College of Surgeons nel 1985 e accettato nel Royal College of Pathologists nel 2001. Ha assunto ruoli accademici presso il Royal Free Hospital e ha pubblicato nella sua carriera oltre 140 lavori fra articoli originali e testi scientifici.

Nei primi anni ’90 il dr. Wakefield inizia ad occuparsi della possibile correlazione fra il virus del morbillo e i disturbi intestinali. Nel 1993 pubblica lo studio “Evidence of persistent measles virus infection in Crohn’s disease” (Journal of Medical Virology 39, 1993, 345-53) ed è coautore di un articolo pubblicato su The Lancet, nel 1995, dal titolo “Is measles vaccine a risk factor for inflammatory bowel disease?” (The Lancet 345. 1995, 1071-74). Nello stesso periodo il dott. Wakefield scrive un trattato mai pubblicato di circa 250 pagine, passando in rassegna tutta la letteratura scientifica disponibile sulla sicurezza dei vaccini contro il morbillo (William R. Long, “Historical Perspective: On Second Looking into the Case of Dr. Adrew J. Wakefield”, The Autism File 31, 2009: 66-88, n. 14), diventando rapidamente uno dei maggiori esperti mondiali della vaccinazione contro il morbillo.

Nel 1996, un procuratore, l’Avv. Barr dello studio Dawbarns, contattò il dr. Wakefield in qualità di esperto in una causa legale per conto di una famiglia che sosteneva come il loro figlio autistico fosse stato danneggiato da una vaccinazione antimorbillo: alcuni mesi prima di questo fatto, ed in modo del tutto indipendente da questo, alcune famiglie i cui figli autistici soffrivano di gravi disturbi gastrointestinali avevano contattato il dr Wakefield dopo aver saputo dei suoi studi sui vaccini contro il morbillo, in quanto convinti della correlazione fra questi e la patologia che affliggeva i loro cari.

A questo punto della sua carriera il dr. Wakefield prese due importanti decisioni:

  • Provare ad aiutare le famiglie che affrontano il dramma dell’autismo grazie alla sua esperienza nelle patologie gastrointestinali;
  • Diventare un esperto nelle cause legali che riguardano la possibile correlazione fra vaccini ed autismo

Nel frattempo, l’Avv. Barr chiese al dr. Wakefield di approfondire due importanti questioni:
1. Se il virus del morbillo possa persistere dopo l’infezione naturale o a fronte della vaccinazione e,
2. Se questo virus potesse portare a delle complicazioni come il morbo di Crohn o l’autismo.

Tuttavia questi nuovi filoni di attività del dr. Wakefield non iniziarono prima dell’ottobre 1997: nel luglio 1997, assieme al suo collega, il prof. John Walker-Smith aveva già esaminato i 12 pazienti oggetto dello studio “Lancet 12” e del famigerato articolo pubblicato su The Lancet nel 1998. Gli accertamenti clinici su questi 12 bambini, ritenuti clinicamente indicati per lo studio, furono eseguiti dal prof. John Walker-Smith, dal dr. Simon Murch e da un team di medici esperti, mentre il dr. Wakefield si occupava di coordinare una dettagliata revisione sulle ricerche condotte sui tessuti disponibili dalle biopsie. I test clinici includevano la colonscopia, risonanza magnetica e puntura lombare per accertare lo stato di disordine mitocondriale. Questi test clinici non necessitavano di alcun permesso da parte del Comitato Etico del Royal Free Hospital in quanto erano indirizzati a beneficio dei pazienti esaminati al fine di stabilire l’esattezza della diagnosi e del conseguente trattamento.

Nel 1998 viene annunciata la pubblicazione dello studio su The Lancet, studio in cui il dr. Wakefield era coautore insieme ad altri 12 scienziati: il decano della St. Mary’s Hospital School convocò una conferenza stampa, una cosa non usuale ma probabilmente collegata al fatto che si voleva dare visibilità alla scuola in una ricerca d’avanguardia come questa. L’articolo venne classificato come “early report” indicando che “non provava alcuna associazione fra il vaccino MMR e la sindrome descritta … altri studi virologici erano in corso per aiutare a risolvere la questione …” (A. J. Wakefield et al., “Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non specific colitis and pervasive development disorder un children”, The Lancet 351: Feb. 28, 637-41).

Durante la conferenza stampa venne chiesto al dr. Wakefield il parere circa la sicurezza del vaccino MMR. La domanda non fu fatta a caso: qualche anno prima, nel 1992, due differenti vaccini combinati MMR erano stati ritirati dal mercato nel Regno Unito (tra cui il Pluserix della Glaxo SmithKline, allora SmithKline Beecham) proprio per problemi di sicurezza e quindi la questione era già oggetto di discussione da tempo. La risposta del dr. Wakefield fu che “data l’insufficienza di dati nella ricerca scientifica sulla sicurezza di questo vaccino (MMR) e fino a nuovi studi, sarebbe stato utile somministrare questi vaccini come dosi singole, ovvero come vaccini singoli per morbillo, parotite e rosolia”. Egli informò preventivamente i suoi colleghi riguardo a questa sua visione delle cose, nel caso fosse stata fatta la fatidica domanda.

Inutile dire che le conseguenze di questa conferenza stampa e della pubblicazione dello studio furono devastanti: un gran numero di famiglie avanzarono dubbi e domande imbarazzanti circa la sicurezza del vaccino MMR e richiesero la disponibilità dei vaccini singoli. Nel bel mezzo di questa controversia il governo del Regno Unito, nell’agosto del 1998, prese una decisione tanto singolare quanto azzardata: dichiarò INDISPONIBILI i vaccini singoli contro morbillo, parotite e rosolia, forzando in tal modo la mano alle famiglie che non avevano più scelta. A quel punto la copertura vaccinale dei bambini contro il morbillo subì un declino importante nel Regno Unito mentre si evidenziarono epidemie di questa infezione (senza peraltro una correlazione diretta con il calo della copertura vaccinale, N.d.R.), incluse alcune importanti complicazioni e qualche decesso.

Alcuni cominciarono ad accusare il dr. Wakefield di irresponsabilità per aver spaventato i genitori ed aver innescato una crisi sanitaria nel paese (vedere ad es. Paul A. Offit, M.D, Autism’s False Prophets: Bad Science, Risky Medicine and the Search for a Cure, New York: Columbia University Press, 2008).

La controversia che circondava il dr. Wakefield stava cuocendo a fuoco lento: nel febbraio 2004 si arrivò al momento cruciale quando il dr. Richard Horton, editore di The Lancet, convocò una nuova conferenza stampa per dichiarare che l’articolo pubblicato nel 1998 era “fatalmente in difetto” in quanto il dr. Wakefield aveva mancato di palesare i suoi conflitti di interesse finanziari con gli studi collegati alla sua attività nelle cause legali in cui era coinvolto come esperto. Il reporter inglese Brian Deer pubblicò la storia nel Sunday Times, dettagliando le accuse di conflitto di interesse non dichiarato e nello stesso momento inviò una lettera all’Ordine dei Medici del Regno Unito (GMC, General Medical Council), che iniziò il procedimento contro il dr. Wakefield ed i suoi collaboratori, culminato con la sua radiazione nel maggio del 2010 e il ritiro dello studio pubblicato su The Lancet nel 1998.

La stessa sorte toccò anche al prof. John Walker-Smith che però ricorse all’Alta Corte di Londra: Il verdetto fu emesso dopo 217 giorni di camera di consiglio, il più lungo procedimento disciplinare a carico del GMC in 152 anni di storia (Neutral Citation Number: [2012] EWHC 503 (Admin), Cas e No: CO/7039/2010). Con questo verdetto il GMC ha subito un duro colpo: il giudice ha criticato il panel del GMC per la sua decisione disciplinare, definita ILLEGALE, nei confronti del Prof. Walker-Smith, in quanto “carente di motivazione e superficiale e sbagliata nelle sue conclusioni in numerose istanze”. Il giudice ha poi aggiunto che “Sarebbe una disgrazia se queste cose dovessero accadere di nuovo” e ha auspicato che in futuro tali cause possano essere “presiedute da qualcuno con esperienza giudiziaria”.

Le accuse contro il dr. Wakefield

L’accusa multimilionaria e perpetrata negli anni contro il dr. Wakefield stabilisce quanto segue:

  • Il dr. Wakefield fu finanziato con 55,000 sterline (allora circa 90,000 dollari) dagli avvocati civilisti per lo studio pubblicato su The Lancet nel 1998 e questo pagamento non fu da lui denunciato;
  • Il dr. Wakefield ed i suoi colleghi condussero dei test clinici non necessari sui bambini e non richiesero per questi le necessarie autorizzazioni;
  • I bambini oggetto dello studio furono scelti per scopi relativi alle cause in corso in cui lo stesso dr. Wakefield era coinvolto come esperto, e non indicati dai medici locali;
  • Avrebbe prelevato dei campioni di sangue da bambini durante la festa di compleanno del figlio per lo studio di controllo, manifestando cinico disprezzo per l’afflizione che avrebbe potuto provocare in quei bambini.

Sulla base di queste evidenze il GMC concluse che il comportamento del dr. Wakefield era classificabile come “cattiva condotta professionale, disonestà, ingannevole ed irresponsabile” decidendone quindi la sua radiazione. Ma esaminiamo tutti questi capi d’accusa singolarmente:

La Mancata denuncia del pagamento ricevuto dagli avvocati civilisti

Il dott. Wakefield accettò la somma di 55,000 sterline per condurre gli studi relativamente alla class action sulla correlazione vaccini-autismo. La ricerca oggetto dello studio pubblicato su The Lancet nel 1998 non fu oggetto di alcun finanziamento e il dr. Wakefield non ricevette alcun compenso a tale proposito. Documenti legali presentati nel procedimento avviato dal GMC contro di lui provano che l’ospedale in cui il dr. Wakefield lavorava e conduceva questi studi era a conoscenza di questi finanziamenti e che la maggior parte di questi fu destinata al pagamento dei salari dei tecnici di laboratorio coinvolti negli studi. Altri documenti provano che il dr. Wakefield divulgò attraverso la pubblicazione di articoli su riviste a tiratura nazionale oltre un anno prima della pubblicazione su The Lancet del 1998, l’informazione relativa al suo impegno nella class action. Inoltre il dr. Horton, editore di The Lancet, era stato informato e avrebbe dovuto essere ben consapevole del ruolo che lo stesso dr. Wakefield aveva in quel contesto (John Stone, “Smoke and Mirrors: dr. Richard Horton and the Wakefield Affair”, Dec. 22, 2008, Age of Autism …).

Necessità medica ed autorizzazione etica

I bambini oggetto dello studio erano malati: ad ognuno di essi vennero prescritti test con l’intento di assisterli. L’amministrazione ospedaliera era completamente al corrente dei test che si stavano conducendo e non avanzò alcuna obiezione. Per il semplice fatto che i test erano “clinicamente indicati” e non per uno scopo meramente di ricerca non erano necessarie ulteriori autorizzazioni oltre quelle già in possesso dal Prof. John Walker-Smith. Da notare anche il fatto che nessun paziente, familiare o tutore ha mai accusato il dr. Wakefield o testimoniato contro di lui per violazione etica o per aver messo in atto procedure mediche non necessarie.

La scelta dei bambini (12) oggetto dello studio

Il GMC ha accusato il dr. Wakefield di aver scelto i 12 bambini oggetto dello studio fra quelli coinvolti nella class action in cui era impegnato come esperto e non attraverso una ricerca condotta nei canali ordinari dei medici curanti. Questo è falso. I genitori iniziarono a contattare il dr. Wakefield molto tempo prima che le cause fossero avviate ed indipendentemente da queste. Dal momento che gli studi relativi alla class action non erano ancora partiti al tempo in cui lo studio pubblicato su The Lancet nel 1998 veniva completato e sottoposto alla rivista allora questa affermazione è falsa.

Il prelievo dei campioni di sangue

Il dr. Wakefield decise di fare dei prelievi di sangue in bambini sani, normalmente sviluppati, in gran parte figli di colleghi medici ed amici durante un party per il compleanno del figlio. Fece questo chiaramente con il consenso dei genitori e diede un compenso simbolico a questi bambini per questo gesto di disponibilità. Le procedure di prelievo furono condotte con il pieno controllo di medici qualificati ed utilizzando tecniche standardizzate. I bambini erano felici di poter partecipare e di essere utili. Pur ammettendo che le modalità per questi prelievi non sono state “convenzionali” è difficile tuttavia definire questa azione come una “cattiva condotta professionale” o come una “violazione del codice deontologico” meritevole di radiazione, così come l’accusa di “cinico disprezzo” per le ipotetiche afflizioni provocate in questi bambini da parte del dr. Wakefield sembrano una enorme esagerazione.

Bian Deer, eroe o mistificatore?

Brian Deer giornalista freelance inglese sale alla ribalta per aver pubblicato alcuni articoli su un numero del The Sunday Times del 1989, dove scrisse sull’inefficacia dell’AZT (farmaco anti HIV e AIDS prodotto dalla Wellcome Foundation). Per difendere l’AZT, la Wellcome Foundation esercitò pesanti pressioni su The Sunday Times e, come conseguenza di tutto ciò, Brian Deer si trasferì a lavorare negli USA. Ma nel 1994 tornò a Londra e da qui iniziò una inversione di marcia, appoggiando apertamente (con una serie di articoli a favore dei vaccini) la Wellcome, proprio sulle pagine del The Sunday Times. In quel periodo la Wellcome era la principale produttrice di vaccini nel Regno Unito.

A seguito di numerosi altri articoli a favore dei vaccini che coinvolgevano genitori e attivisti, nel Febbraio del 2004 Brian Deer scrisse un articolo per la prima pagina del The Sunday Times intitolato “Revealed: MMR research scandal”. Da quel momento in poi viene riconosciuto come colui che ha smascherato Wakefield. Deer continua a pubblicare articoli su Wakefield: nel 2009 pubblica – sempre sulla stessa rivista – un nuovo articolo, “MMR doctor Andrew Wakefield fixed data on Autism”.

Tutti questi lavori contengono una pletora di false accuse contro lo stesso Wakefield: in particolare pubblica nell’aprile 2010 – sei settimane prima della decisione del GMC di radiare Wakefield e Walker-Smith – “Wakefield ‘Autistic Entercolitis’ Under the Microscope”.

The Sunday Times era parte dell’impero editoriale della Rupert Murdoch News International, definita come una “organizzazione mafiosa” da un membro del Parlamento inglese (http://www.dailymail.co.uk/news/article-2059902/James-Murdoch-faces-MPs-News-World-hacking-affair.html), “Un gruppo di persone legate dal vincolo della segretezza, che perseguono i loro obiettivi di business senza alcun riguardo per la legge, con l’intimidazione, la corruzione e la criminalità”. Rupert Murdoch ha notevoli interessi finanziari nella farmaceutica, compresi i vaccini. Suo figlio James era all’epoca un membro del consiglio di amministrazione della GlaxoSmithKline. Il vaccino MMR nel mondo è prodotto da GlaxoSmithKline e Merck (USA).

Brian Deer fu ingaggiato da The Sunday Times per occuparsi del caso MMR-Wakefield in quanto la situazione venutasi a creare rappresentava una notevole minaccia agli interessi strategici del business farmaceutico dei vaccini. La storia che Deer ha raccontato è stata segretamente confezionata con l’aiuto della MLI (Medico-Legal Investigations, MLI), il braccio investigativo della British Pharmaceutical Association, come risulta da una Newsletter pubblicata nello stesso periodo sul sito della stessa MLI (http://www.whale.to/v/mli.html).

La caccia alle streghe messa in piedi da Deer è stata quindi segretamente commissionata per conto delle aziende produttrici i vaccini MMR, che controllano entrambe le principali agenzie di stampa internazionali e le riviste specializzate.

Con questa ampia copertura alle spalle, Deer presentò i suoi fascicoli di inchiesta al GMC, depositando denunce formali contro il dr. Wakefield e il Prof. John Walker-Smith e ottenendo un accordo per la segretezza, consistente nel fatto che non sarebbe stato nominato come querelante.

Brian Deer, pur essendo parte “querelante” e spesso citato come “prova”, ha potuto assistere a tutte le udienze del dr. Wakefield al GMC e addirittura è stato partner di questo consiglio nella stesura dell’accusa. Come è possibile? Come è possibile che il GMC non abbia tenuto in debito conto il profilo di interessi che sosteneva le accuse di Brian Deer?

Uno degli aspetti più sconvolgenti in questa vicenda è che lo stesso Deer si presentò a casa di molti genitori coinvolti nello studio The Lancet 12, sotto mentite spoglie (alias Brian Lawrence), promettendo aiuti economici extra-governativi in cambio di informazioni, affermando di essere qualificato per diagnosticare disturbi gastrointestinali.

Come è altrettanto incomprensibile in tutta questa vicenda il fatto che i genitori coinvolti nello studio The Lancet 12 abbiano presentato un esposto proprio al General Medical Council e denunciato la cosa al The Sunday Times e che tutto sia caduto nel silenzio più assoluto.

Eroismo o Mistificazione? Dove sta il reale Conflitto di interesse e, soprattutto, di quali dimensioni di business stiamo parlando?

Bene scrive David L. Lewis, PhD, nel suo libro “Science for Sale” (2014) quando definisce la “Cattiva Condotta Scientifica Istituzionale”: “…la cattiva condotta scientifica istituzionale rappresenta la manipolazione fraudolenta della scienza da parte delle agenzie governative, delle corporazioni e delle accademie istituzionali per supportare le politiche governative e le pratiche industriali. Spesso viene esercitata attraverso la soppressione della libera ricerca, minando la credibilità dei ricercatori onesti che hanno il coraggio di documentare gli effetti che le politiche governative e le pratiche industriali hanno sulla salute pubblica e sull’ambiente, con false accuse di cattiva condotta etico-scientifica …”

Il vero significato delle accuse rivolte al dr. Wakefield

Possiamo quindi ritenere che questo “clamoroso scandalo internazionale” e il procedimento accusatorio nei confronti del dr. Wakefield siano stati messi in scena per “castigare” un medico per aver prelevato dei campioni di sangue da alcuni bambini durante un party di compleanno in modo consenziente e con l’approvazione dei genitori? Naturalmente no.

Il dr. Wakefield era e rimane un DISSIDENTE per l’ortodossia medica.

Per questo motivo l’establishment medica lo ha sottoposto ad una moderna “gogna mediatica”: le ricerche del dr. Wakefield hanno messo in evidenza dubbi importanti circa la sicurezza dei vaccini e sulla eziologia dell’autismo. Egli è stato PUNITO per la sua temerarietà, per aver messo in guardia la pubblica opinione di fronte ai rischi della pratica vaccinale e, in definitiva, per aver indicato la strada della responsabilità individuale nella scelta di vaccinare. Questo è il punto cruciale di questa vicenda.

Quindi, come in tutti gli show che si rispettano, lo scopo era quello di rendere chiaro a tutti, in particolare ai medici ed agli scienziati, il rischio di seguire le orme del dr. Wakefield: chiunque nella comunità medico scientifica intendesse seguire il suo esempio e osasse mettere in discussione pubblicamente la sicurezza e l’efficacia dei vaccini sarebbe severamente PUNITO con la massima SEVERITA’.

Il GMC sembra aver deciso che il prezzo da pagare per questa LEZIONE è l’ignoranza sulla possibile correlazione vaccini-autismo e la sofferenza di moltissimi bambini (ed adulti) affetti da questa sindrome. Il GMC ha distrutto la reputazione professionale e compromesso i mezzi di sussistenza del dr. Wakefield così come il ritiro del suo lavoro pubblicato su The Lancet ha fortemente compromesso la sua realizzazione professionale.

Il discredito del dr. Wakefield si è realizzato attraverso una evidente collusione realizzata fra il GMC, The Lancet, i media, il British Department of Health, l’industria farmaceutica ed altri poteri forti, nazionali ed internazionali. Nel frattempo quello che possiamo definire “una prematura negazione dell’evidenza” per una epidemia che sta devastando gli USA, il Regno Unito e gran parte dei paesi occidentali ha assunto oramai in contorni di una pandemia: il modello genetico che dovrebbe spiegare il fenomeno autistico si sta sgretolando di fronte alla realtà dei fatti, una realtà che assume ogni giorno di più i contorni di una catastrofe ambientale e sanitaria.

Il rifiuto di approfondire le testimonianze dei genitori da parte della cosiddetta comunità medico-scientifica dominante, l’ignoranza medica e il rifiuto di onorare la libera scelta vaccinale ci sta portando inesorabilmente verso una rivoluzione che partirà dal basso e travolgerà senza perdono gli architetti di questa tragedia umana.

Non passa giorno che si verificano attacchi spietati verso coloro che hanno l’onestà intellettuale di mettere in discussione sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni, che tentano di percorrere la strada delle ricerca di una possibile correlazione fra vaccini ed autismo, siano essi medici o semplici cittadini che chiedono solamente di poter esplorare tutte le possibili strade per trovare una soluzione a questo dramma. E questo viene messo in scena investendo montagne di soldi pubblici per costruire futili campagne di informazione ingannevole, allo scopo di proteggere politiche sanitarie miopi e profitti miliardari. Il tutto a spese dei nostri figli.

Per contenere la preoccupazione della popolazione i protagonisti di questo inganno globale utilizzano ogni mezzo:

  • Insabbiano ogni violazione ed ogni insuccesso;
  • Mettono in ridicolo ogni teoria che si contrapponga alla propria linea strategica ed i suoi sostenitori (parlando di Campagne Antiscientifiche e di Disinformazione, di Stregoneria);
  • Utilizzano gruppi di “esperti” a supporto del proprio disegno per sostenerlo in tutti i canali di comunicazione che sono messi completamente a loro disposizione, per proteggere la popolazione dai “Ciarlatani che approfittano della buona fede delle persone semplici …”;
  • Ricorrono sistematicamente l’intimidazione verso chi si oppone al loro disegno, negando ogni legittimità alla controparte.

L’abilità nello sfruttare queste tecniche viene accresciuta da una disponibilità di risorse apparentemente senza limiti, capace di controllare e determinare ogni meccanismo istituzionale preposto alla tutela della salute pubblica.

Ma queste enorme capacità dovrà sempre ed in ogni caso fare i conti con la partecipazione e la fiducia della popolazione: la chiave del successo di questo disegno oscuro passa attraverso la fiducia e il consenso verso la classe medica, la “scienza” e i decisori politici (inclusa l’industria farmaceutica …) che modellano questi programmi. Essere consapevoli di questo significa esercitare il diritto umano alla libera scelta, consapevole ed informata.
Nessuno può garantire questo sacrosanto diritto se non noi stessi: non aspettiamoci che qualcuno dall’alto porti per noi questa bandiera, né una falange corrotta di lobbisti, né i sacerdoti dell’establishment medico scientifico dominante: ricordiamoci tutti che solo l’impegno di ogni singolo individuo potrà cambiare le sorti di questa battaglia di civiltà. Ricordiamoci tutti le parole di Voltaire: “ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto”.