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Dialogo con istituzioni

Dialogo con istituzioni

Comilva ha da sempre favorito la promozione della partecipazione critica alla cosa pubblica con il duplice scopo di:

  • creare un sistema di azioni formali e informali, anche non "convenzionali" nei confronti delle Istituzioni locali per portare istanze, difendere diritti, per esprimere dissenso e disapprovazione, per mettere in risalto bisogni, ecc.;
  • promuovere azioni concertate mirate a influenzare il sistema dei valori e degli interessi dominanti;

ricercando sempre il dialogo con le parti, a partire da quelle che operano in ambito locale, più vicine all'ascolto del cittadino e comunque in grado di impattare sulle decisioni dei detentori del potere politico.

Non vi è dubbio che in questi ultimi anni noi cittadini siamo cresciuti in termini di partecipazione democratica attiva: abbiamo incontrato sindaci, amministratori regionali, dirigenti e altre istituzioni scolastiche, istituzioni religiose; abbiamo inviato istanze, promosso interrogazioni, recapitato lettere aperte con migliaia di sottoscrizioni. Siamo persino intervenuti nelle Commissioni Sanità sia in ambito regionale sia nazionale. Abbiamo organizzato e promosso conferenze, incontri, manifestazioni, presidi, flashmob e tante altre iniziative; abbiamo anche sviluppato qualche relazione rispettosa con il mondo dell'informazione mainstream, almeno a livello locale.

Continuiamo su questa buona strada!

L’inarrestabile evoluzione scientifica e tecnologica a cui assistiamo come spettatori e mai come portatori di interesse, ci rende sempre più fragili ed esposti a decisioni che non sono quasi mai il frutto di un percorso politico virtuoso, ma sempre più un’imposizione, un dogma fondato sulla inarrivabile potestà scientifica, come fosse una nuova religione obbligatoria a cui ogni essere umano deve sottostare, al di là del bene e del male.

Oggi ci troviamo a fronteggiare queste sfide in un contesto privo di dibattito, privo di governance, privo di responsabilità politica e con gravi carenze sotto il profilo giuridico e giurisdizionale. Il ricorso a discutibili alleanze fra pubblico e privato, spesso in palese conflitto di interessi, mina irrimediabilmente la fiducia dei cittadini e testimonia il fallimento della politica e la sua incompetenza.

L’esempio lampante è quello della Salute Pubblica: la strada intrapresa verso la mercificazione, la medicalizzazione, la coercizione, la massificazione e la globalizzazione, allontana sempre di più la persona dal dominio a cui appartiene costituzionalmente - il dominio dei diritti umani – delineando un inarrestabile declino delle istituzioni poste a sua tutela, da quelle nazionali a quelle internazionali.

I diritti e le libertà fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale non sono suscettibili di essere messi in discussione!

È il tempo di unirsi sinergicamente e di dimostrare che rappresentiamo un’opinione pubblica di dimensioni influenti, una massa critica in grado di determinare le decisioni politiche.

La partecipazione democratica attiva esercitata da un numero sempre crescente di individui, non può che rappresentare l'unico fondamento di legittimazione del potere.

Non dimentichiamo, inoltre, che l’obiezione di coscienza - un atto individuale, apolitico, non segreto e non violento - quando è praticata da migliaia e migliaia di persone portatrici delle medesime ragioni e valori nello spazio pubblico, assume un grande significato politico (la coscienza individuale si trasforma in coscienza collettiva). È un'azione avente dimensione giuridica e politica, oggi doverosa poiché rappresenta il diritto di esprimere il proprio disaccordo in un contesto privo di uno spazio politico comune di confronto.

Creiamo un contatto sempre più stretto fra noi: dobbiamo formare una grande rete di collaborazione.

Iscrivetevi ai nostri canali, le iniziative non mancheranno.

 

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