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La Storia

La storia di Comilva 

e di un movimento per la libertà di scelta vaccinale

COMILVA (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) nasce ufficialmente il 10 luglio ‘93 a Brescia aggregando personalità ed esperienze della ALV (Associazione per la Libertà delle Vaccinazioni e per il Risarcimento delle Vittime da Vaccino) e si articola da subito su una base federale. Il movimento che si batte contro le leggi dell’obbligo nasce molti anni prima e raccoglie inizialmente le esperienze di singoli individui e famiglie che sono stati i precursori di quella che oggi si presenta come una costellazione di gruppi ed associazioni diffusa su tutto il territorio nazionale. Tra le personalità di spicco ricordiamo il compianto Giorgio Tremante e la sua famiglia, un emblema delle famiglie colpite da lutti e infermità causate dalle vaccinazioni, ma anche a medici coraggiosi e intellettualmente onesti come il dott. Dario Miedico di Medicina Democratica.

COMILVA è stato in quel momento un centro di aggregazione di molte realtà che hanno cercato una forma di integrazione e coordinamento. Visoni troppo spesso divergenti e personalismi esasperati hanno purtroppo minato costantemente questo progetto unitario e hanno portato nel tempo a dolorose divisioni.

Ciò nonostante la buona volontà e la determinazione di molte persone hanno permesso che questa idea potesse avanzare fino ad oggi.

Altre organizzazioni ed esperienze importanti si sono sviluppate dagli anni ’90 all’alba della famigerata Legge Lorenzin (119/2017): ricordiamo la bella esperienza di VACCINETWORK, voluta e guidata dalla giornalista Claudia Benatti (purtroppo conclusasi nel 2007, dopo circa 10 anni di intensa attività di informazione), per citare una di quelle più organizzate ed innovative, ma potremo comunque parlare di Carta 2000, I.I.F.U.K., ALISTER, CORVELVA, CONDAV, Universo Bambino, AMEV, AURET, Vaccinare Informati, e molti altri ancora. Dal 2017 in poi parte una nuova era!

Ripercorriamo insieme le tappe fondamentali di questa esperienza.

1981

Sale alla ribalta della cronaca italiana la prima grande polemica sulle vaccinazioni che coinvolge la famiglia Tremante. Dopo la morte del primo figlio, avvenuta nel 1971, la nascita di due gemelli sembrava poter lenire quell’immenso dolore ma, dopo la somministrazione dei vaccini obbligatori, uno dei due bambini muore e l’altro resta paraplegico. I genitori avevano chiesto, inutilmente, l’esonero dalle vaccinazioni. Quattordici anni dopo la famiglia riceverà il riconoscimento della responsabilità e l’indennizzo ministeriale ma non il risarcimento del danno.

1985

Nasce a Milano la prima associazione: con l’appoggio legale, scientifico e logistico di Medicina Democratica, che incarica l’instancabile dott. Dario Miedico a coordinarne i lavori. È la Lega per la Libertà delle Vaccinazioni di cui Giorgio Tremante è il primo Presidente.

1988

Appaiono sui giornali le prime polemiche per il rifiuto della vaccinazione da parte dei genitori e quindi la questione dell’accesso a scuola.

1989

L’on. Franca Bassi (Verde) elabora e presenta con altri parlamentari la prima proposta di legge per l’obiezione di coscienza alle vaccinazioni che solo questo gruppo ripresenterà ad ogni legislatura, pur con successive modifiche.

1990

Il 22 giugno 1990 la Corte Costituzionale, con la sentenza 307 riconosce la costituzionalità dell’obbligo di vaccinazione. Il 18 novembre 1990, Giorgio Tremante fonda a Verona l’ALV Associazione per la Libertà delle Vaccinazioni e per il Risarcimento delle Vittime da Vaccino, che poi lo stesso Tremante scioglierà nel marzo’92 per diventare poi Presidente del COMILVA dall’aprile ‘96 all’aprile ’97.

1991

Il 27 maggio 1991, con la legge 165 si istituisce l’obbligo dell’antiepatite B, legge voluta dall’allora Ministro della sanità Francesco De Lorenzo, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli: fu condannato in via definitiva a 5 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere e corruzione finalizzata al finanziamento illecito ai partiti. Suo degno compare fu il dott. Duilio Poggiolini, direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite nell’ambito dello scandalo Tangentopoli, membro della loggia massonica P2. Implicato nello scandalo per le infezioni HIV ed epatite C dovute a trasfusioni da sangue infetto sempre nello stesso periodo, il Ministro De Lorenzo fu perseguito con procedimento penale per avere percepito dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino, l’allora SmithKline Beecham, una “tangente” di Lire 650.000.000 (seicentocinquanta milioni), procedimento definito con patteggiamento da parte dell’imputato.

1992

L’attività associativa si intensifica. Tra lo scioglimento dell’ALV nel marzo’92 e la costituzione del COMILVA nel luglio’93 ci sono vari tentativi di ricostruire un’associazione nazionale che si appoggi a Carta 2000 di Bologna.

Il 25 febbraio 1992: La legge 210 riconosce e regolamenta gli indennizzi (vergognosamente miseri solo in Italia) per i danni da vaccino, come nella maggior parte dei paesi occidentali, dopo un lunghissimo iter durato due legislature. Protagonista di questo successo è stato senza dubbio Giorgio Tremante.

Nel frattempo, ci sono vari tentativi di “mostrare i muscoli” da parte delle autorità sanitarie e di tutto l’apparato di potere sociale e giuridico: richiamandosi alla logica del TSO vengono “messi in campo” i Carabinieri e si tentano le vaccinazioni coatte, in particolare in Veneto. A Mussolente (VI), il 13 agosto 1992, assistiamo al primo arresto e alla vaccinazione coatta di due bambini. Nello stesso giorno, a Casoni (VI), vengono vaccinati in presenza delle forze dell’ordine, due bambini di un’altra famiglia. Sempre a Casoni (VI), il 10 giugno 1993, uno dei bambini viene rivaccinato, sempre in presenza dei Carabinieri. Seguono, sempre in Veneto, altre vaccinazioni coatte.

A Bolzano e a Merano, 18 marzo 1992, gli obiettori locali organizzano un pubblico dibattito tra il medico tedesco Gerhard Buchwald e alcuni medici dell’USL. A Bressanone, nel marzo 1992, nasce I.I.F.U.K. Comitato per la Libertà delle Vaccinazioni dell’Alto Adige. Lo stesso gruppo raccoglie a Bolzano nell’aprile 1992, 3.184 firme per la libertà di vaccinazione. A Venezia, il 19 settembre del 1992, Il CORVELVA, Coordinamento Veneto per la Libertà di Vaccinazione reagisce agli arresti del’92 organizzando un corteo di protesta. Il 28 novembre del 1992, presenta all’Assessore Regionale alla Sanità 6.000 firme per la libertà di vaccinazione.

1993

A Roma, marzo 1993, il Ministro della Sanità Garavaglia riceve una delegazione di I.I.F.U.K. A Bolzano, 29 maggio 1993, Il gruppo altoatesino organizza una marcia per la libertà di vaccinazione, con la partecipazione di 700 persone.

Il 29 marzo 1993, il Tribunale dei Minori di Venezia sentenzia con Decreto 1177/92 che la IV° dose DT non è obbligatoria. In occasione di un meeting organizzato dal CORVELA a Venezia il prof. Bruno Fedi, primario anatomopatologo, indica alcune cifre sul fenomeno dell’obiezione in Italia, dove si stima ci siano almeno 250.000 obiettori potenziali.

Inizia da questo momento in poi l’attività pubblica di COMILVA. Le varie associazioni locali continuano a mantenere la loro identità ma operano in un unico coordinamento, quello del COMILVA appunto, e si moltiplicano le iniziative, con incontri, dibattiti, convegni e cortei nelle maggiori città italiane.

1994

7 gennaio 1994, il governo, grazie al Ministro Garavaglia, emette il primo decreto-legge dove si stabilisce che l’esonero viene deciso autonomamente dal medico specialista, oltre all’impossibilità della vaccinazione con l’uso della forza. Nell’estate il decreto decade ma garantisce in qualche modo l’accesso scolastico anche per gli anni successivi per coloro che avevano ottenuto questa certificazione, pur sempre con l’opposizione delle varie ASL.

Il 23 giugno 1994, la Corte Costituzionale, stabilisce la necessità di istituire dei test preventivi alle vaccinazioni, atti a identificare i soggetti a rischio. Nello stesso giorno una delegazione del COMILVA e I.I.F.U.K. dell’Alto Adige incontra il Presidente della Commissione Sanità del Senato sen. Alberti Casellati, assieme ai responsabili delle segreterie dei Sottosegretari alla Sanità. Il 20 luglio ci sono altri incontri con la dott.sa Di Gennaro, Consigliere del Ministro della Sanità e Direttore del Settore Internazionale e con il dott. Squarcione, capo del servizio vaccinazioni del Ministero.

Il 9 settembre 1994, il Ministro della Sanità Costa rende noto che un disegno di legge approvato dal Governo prevede l’impossibilità di vaccinare con la forza ma conferma che solo le ASL hanno la potestà di decidere sugli esoneri. Non ci sarà un seguito. Nel frattempo, aumenta la bagarre intorno alla frequenza scolastica: il 23 settembre 1994, a Roma, Il Ministro dell’Istruzione D’Onofrio chiede un parere al Consiglio di Stato sulla questione della frequenza scolastica per i non vaccinati. In attesa di chiarimenti, sia lui che il ministro successivo, Berlinguer, emettono circolari provvisorie che consentiranno il regolare accesso e il regolare svolgimento degli esami di stato anno per anno.

A Bolzano, 21 dicembre 1994, la giunta Provinciale emette le direttive interpretative della legge provinciale N. 10/94 che ricalca sostanzialmente i decreti Garavaglia, sul parere vincolante del medico curante, relativamente all’esonero.

1995

11 gennaio 1995, Trieste: il medico legale dott. Barisani, nominato come perito dal Tribunale per i Minorenni di Trieste, nella sua relazione sostiene che per il bambino in oggetto è opportuna solo la vaccinazione antitetanica, mentre non lo sono l’antidifterica, l’antipolio né l’antiepatite B.

Maggio 1995 Bolzano: Reinold Holzer dell’I.I.F.U.K. presenta alla Magistratura e alle autorità sanitarie un esposto sui metalli tossici contenuti nei vaccini. Sempre a Bolzano, 9 ottobre 1995, il Consigliere Benedikter presenta al Consiglio provinciale il primo disegno di legge per l’obiezione di coscienza. A San Marino, 23 maggio 1995, viene approvata la legge per l’obiezione di coscienza. A Roma, 11 novembre 1995, il Parlamento approva la sanatoria per i decreti Garavaglia decaduti, mantenendo la validità degli esoneri così ottenuti.

1996

Verona, Giorgio Tremante fonda l’ALV, Associazione Lesi dalle Vaccinazioni.

Roma, marzo 1996: con un decreto-legge il Governo Dini autorizza in Italia gli esperimenti vaccinali sui bambini.

Bari, marzo 1996: Il dott. Massimo Montinari pubblica il suo studio su 30 bambini che presentano malattie degenerative dopo una vaccinazione riscontrando un’alterazione cromosomica. Si comincia a parlare sempre più di HLA.

A Venezia, 19 e 26 maggio 1996: un gruppo di genitori in una tenda davanti alla stazione ferroviaria, guidati da Giorgio Rosso, attuano uno sciopero della fame di una settimana per ottenere la libertà di vaccinazione.

Roma, 30 luglio 1996: in una nota all’ASL di Bolzano, il Ministero della Sanità riconosce la non obbligatorietà della quarta dose dell’antidifterico–tetanica del IV anno, cosa già giudicata anche da un decreto di non luogo a procedere del Tribunale per i Minorenni di Venezia di un anno prima.

Roma, 14 novembre 1996: La Camera approva una mozione che impegna il Governo a riesaminare la questione dell’esclusione scolastica per i non vaccinati. Il testo è stato proposto dai deputati Procacci, Scalia (verdi), Valpiana (Rifondazione Comunista). Il 3 dicembre 1996 COMILVA e il gruppo altoatesino dell’I.I.F.U.K. consegnano al Presidente della Commissione Sanità del Senato una petizione con 20.000 firme per la libertà di vaccinazione.

1997

Roma, 13 gennaio 1997: Il Ministro dell’Istruzione Berlinguer emette una circolare che consente l’accesso scolastico purché i genitori firmino un’assunzione di responsabilità.

Milano, 5 aprile 1997: Il COMILVA presenta un esposto al Ministero della Sanità, sull’eccessiva presenza di metalli tossici nei vaccini. La Conferenza stampa viene tenuta sul marciapiede di fronte alla Clinica Mangiagalli.

Roma, 2 luglio 1997. Continua la battaglia “scuola si, scuola no” per i non vaccinati. Il Consiglio di Stato conferma la liceità dell’esclusione scolastica dei non vaccinati. In ottobre il Ministro dell’Istruzione emette un’altra circolare che, citando il parere del Consiglio di Stato ripristina l’esclusione scolastica, ma ad anno iniziato quasi nessun alunno viene espulso e e i pochi esclusi ricorrono al TAR che sospende i provvedimenti.

Roma, 16 settembre 1997: Incontro del COMILVA con i tre massimi dirigenti del Ministero della Sanità. Sulla base delle richieste presentate il Direttore del Dipartimento Prevenzione si impegna a costituire una commissione che valuti concretamente le possibilità di obiezione di coscienza. Il 25 novembre 1997, il portavoce dei Verdi, Luigi Manconi scrive a tutti gli omeopati italiani chiedendogli di sottoscrivere un appello per la libertà di vaccinazione. Nel dicembre 1997 diventa efficace il decreto del Ministro della Sanità che istituisce la Commissione per l’obiezione di coscienza. Il COMILVA fornisce un dossier. 15 dicembre 1997: un emendamento alla legge finanziaria, proposto dall’On. Tiziana Valpiana, abroga l’obbligo dell’antitifica per gli alimentaristi.

1998

Roma, 23 marzo 1998: Si attua l’audizione chiesta dal COMILVA, presso la Commissione Sanità: oltre al COMILVA vi partecipano, su richiesta, anche l’I.I.F.U.K., il CORVELVA e VACCINETWORK.

Varese, primavera 1998: Il COMILVA presenta un altro esposto al Ministro della Sanità sull’eccesso di metalli tossici nei vaccini.

Roma, 8 maggio 1998: i Verdi presentano una proposta di legge per la libertà di vaccinazione, firmata dal loro intero gruppo al Senato. 27 maggio 1998: Il Ministro Berlinguer stabilisce con una circolare la continuazione della frequenza anche per i non vaccinati per l’anno in corso e l’accesso agli esami di Stato.

Pergola (Pescara), 30 giugno 1998. Grande clamore per un tentativo di vaccinazione coatta. Con il sostegno del COMILVA una famiglia riesce a fermare l’atto coattivo annunciando una manifestazione sulla scalinata del Municipio e volantinaggio. Grande risalto sulla stampa e in televisione (TG3 Rai). Il Sindaco rinuncia procedere per “un vizio di forma” nella sua ordinanza. In un’intervista al TG3, per la prima volta il Ministro della Sanità manifesta l’intenzione di permettere un’obiezione al 5-10% della popolazione.

Trento, luglio 1998: il Difensore Civico prende posizione a favore dell’accesso scolastico dei non vaccinati. 28 agosto 1998: in un incontro fra i massimi responsabili degli asili e dell’Igiene, si decide e poi annuncia che i bambini già frequentanti l’anno precedente verranno accettati comunque anche in quell’anno.

Roma, 5 settembre 1998: La Commissione ministeriale per l’obiezione termina i suoi lavori ma il Ministero non rende disponibile il documento finale. Roma, 23 settembre 1998: Il ministro della Sanità e dell’Istruzione emettono una circolare congiunta dove dispensano i capi d’istituto dal verificare la certificazione vaccinale. Questo permette, di fatto, l’accesso salvo un intervento teoricamente successivo dell’ASL.

Francia, 1° ottobre 1998: Il Governo sospende l’antiepatite B consigliata ai ragazzi delle medie. Un’associazione ha raccolto la documentazione di 14 morti e 823 danneggiati per lo più di sclerosi, da un vaccino dello stesso produttore usato in Italia. Il 4 ottobre 1998 VACCINETWORK deposita due esposti di alla Magistratura ed al Ministero della sanità sulla pericolosità dell’antiepatite B, chiedendone la sospensione come in Francia.

Roma, 5 novembre 1998: Il Governo approva una variazione al regolamento scolastico che permette l’accesso a scuola dei non vaccinati. 11 novembre 1998. Corte d’Appello di Ancona, Sezione Minori. Revoca del Decreto di affievolimento della potestà genitoriale limitatamente alla somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie, con sentenza Cron. 1994.

1999

26 gennaio 1999. La querelle sulla scuola termina definitivamente. Viene emanato il Decreto Presidenza della Repubblica n. 355 del 26/01/1999, regolamento recante modificazioni al DPR 1518/67 in materia di vaccinazioni obbligatorie. La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami.

Con la fine del 1998 arriva la prima dolorosa frattura all’interno del COMILVA: dopo varie assemblee e discussioni interne il 1999 vede lo smembramento del movimento con l’avvio di un contenzioso per la paternità dell’iniziativa di coordinamento e anche sul nome. Molte associazioni si separano definitivamente COMILVA e proseguono la loro esperienza da sole. L’esperienza COMILVA resta in vita su due fronti contrapposti, quello di Milano, guidato dalla compianta Marinella Leo e quello patrocinato dall’ALISTER di Walter Pansini. Quest’ultimo fronte costituirà il 28 marzo 1999 la nuova Federazione del COMILVA, in collaborazione con alcuni gruppi, fra cui principalmente quelli di Tradate, Roma, Imperia e, solo in seguito, Rimini.

2000

Il 27 aprile 2000 il Veneto apre la strada ai provvedimenti di Dissenso Informato.

Il 24 novembre 2000 si svolge a Macerata, presso l’aula magna dell’università, il convegno “Danni da emotrasfusioni e vaccinazioni”, organizzato dall’ANMIC. Tra le sigle organizzatrici compare anche quella della neonata AMEV (Associazione per malati emotrasfusi vaccinati) con sede presso lo studio legale dell’avv. Marcello Stanca ed Associati.

9 giugno 2000: questa sdata è una pietra miliare nelle sentenze dei Tribunali dei Minori in Italia. Il Tribunale per i Minorenni delle Marche sentenzia con Disposizione 309/99 che, “vista la costante giurisprudenza, in mancanza della coercibilità per legge delle vaccinazioni, non è consentito al giudice intervenire nella materia e perciò limitare la libertà individuale dei genitori a provvedere alla salute dei propri figli nei modi che ritengono più idonei”.

2001

Nasce ufficialmente il CONDAV (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino), è il 22 gennaio 2001, anche se informalmente era una realtà operante sin dal febbraio 1999.

9 luglio 2001: il comune di Riolo Terme (Ravenna, Emilia-Romagna) emette ordinanza di archiviazione di sanzione amministrativa per mancata vaccinazione: segue a breve (25 ottobre 2001), Il comune di Pesaro (Marche).

2002

Viene presentato il Libro “Autismo, Nuove terapie per migliorare e guarire”, del dott. Massimo Montinari.

8 marzo 2002. Una importantissima sentenza del Tribunale di Macerata, la 271/02 dichiara che l’inosservanza dell’obbligo vaccinale non costituisce reato penale sulla base delle leggi 706/75 e 689/81. La causa venne seguita dall’Avv. Luca Ventaloro.

24 aprile 2002. Anche il comune di Gradara (Pesaro/Urbino) emette un’ordinanza di archiviazione di sanzione amministrativa per mancata vaccinazione. Seguono a ruota il 27 maggio 2002 Il comune di Savignano sul Rubicone (Forlì/Cesena), il 9 luglio 2001 Il comune di Riolo Terme (Ravenna), il 16 luglio il comune di Gabicce Mare (Pesaro/Urbino), il 23 ottobre il comune di Tavullia (Pesaro/Urbino), il 10 dicembre quello di Sant’Angelo in Lizzola (Pesaro/Urbino). Questi sono solo alcuni dei provvedimenti emanati, chiaro segno di una nuova dimensione dei rapporti fra le istituzioni locali ed i cittadini in materia di obiezione di coscienza alle vaccinazioni. La devolution sanitaria ha prodotto in questo caso un effetto positivo.

Conferenza Stato-Regioni, 1° agosto 2002: vengono emanate le linee guida per la gestione uniforme delle problematiche applicative della legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi per danni da trasfusioni e vaccinazioni.

5 luglio 2002: la Corte d’Appello di Ancona, Sezione Minori respinge la richiesta del Pubblico Ministero del Tribunale Minorile per che chiedeva l’affievolimento della potestà genitoriale limitatamente alla somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie. Cron. 2152.

Estate 2002: epidemia di morbillo in Campania, vengono dichiarati 8 morti a causa della malattia. Non si conoscono, di fatto, i dati sulle autopsie dei deceduti. Questo “evento” verrà utilizzato negli anni successivi per giustificare le campagne di eradicazione della malattia e l’utilizzo massivo del vaccino MPR.

14 novembre 2002, Comune di Piovene Rocchette (Vicenza, Veneto): nuova archiviazione di sanzione amministrativa per mancata osservanza delle leggi sull’obbligo vaccinale.

2003

Giugno 2003, Corte d’Appello di Venezia: la Sezione Minorenni solleva questione di legittimità costituzionale della legge sull’obbligatorietà della vaccinazione antitetanica. La questione sollevata sarà respinta dalla Corte Costituzionale con ordinanza 262 del 1994.

A Racconigi (Cuneo), sentenza favorevole di un giudice di pace ad una coppia di genitori che ricevono una doppia sanzione amministrativa: viene riconosciuta ai genitori la preminenza nell’obiettivo di salvaguardare la salute del figlio.

Decreto del Dirigente del Servizio Sanità Pubblica n. 27 del 30.06.2003. Istituzione della procedura di Dissenso informato nelle Marche.

Invade il mondo la nuova influenza, la SARS: sarà l’inizio di una nuova serie di pandemie annunciate che sfocerà in una bolla di sapone. In Italia viene prorogato l’uso del Thimerosal nei vaccini, mentre in USA è stato formalmente ritirato ancora nel 1999. In Italia continua la querelle dell’ammissione agli asili dei bambini non vaccinati: Toscana ed Emilia-Romagna (quest’ultima ancora dal 1999) prendono posizione attraverso i rispettivi assessorati per l’estensione del DPR 355/99 anche alle comunità infantili.

2004

25 marzo 2004: AMEV, CONDAV e COMILVA manifestano davanti a palazzo Sammacuto (Senato), in occasione del convegno che ha visto riunite queste organizzazioni per presentare le richieste dei danneggiati da vaccino. Si intensificano le iniziative per il giusto riconoscimento del danno da vaccino: le pratiche di indennizzo ai sensi della L. 210/92 languono per tempi indefiniti e spesso si risolvono in un nulla di fatto. Aumentano le cause civili ma anche queste si risolvono (spesso male) in tempi ancora più lunghi. Per di più c’è di fatto una disparità di trattamento fra emotrasfusi e vaccinati. AMEV e CONDAV partono con una serie di iniziative di coinvolgimento di parlamentari che produrranno una serie di interrogazioni sull’argomento. Il COMILVA si associa a queste iniziative e fa partire un appello per unire le forze e combattere questa giusta battaglia insieme.

Il COMILVA avvia contatti con l’associazione europea EFVV (che riunisce varie associazioni nazionali): per l’Italia è presente anche l’ALV di Giorgio Tremante. Contemporaneamente si intensificano i presidi a Roma, sempre unitamente ad AMEV e CONDAV. Si svolgono con successo convegni in tutto il Nord Italia, con la partecipazione di centinaia di persone in ogni appuntamento. Anche al sud si muove qualcosa: riprendono dopo un po’ di anni le iniziative del COMILVA a Napoli.

Parte in grande stile invece la campagna di eradicazione del morbillo attraverso una proposta capillare del vaccino MPR. Comincia ad affacciarsi la propaganda per il nuovo virus influenzale, quello aviario, A H5N1.

Nuovo fronte per l’ammissione alle comunità infantili in Liguria: altro intervento del COMILVA, con esito positivo.

2005

È l’anno del Piano Vaccini 2005-2007, un documento ministeriale che dedica per la prima volta un ampio spazio alle istanze dei movimenti per la libertà di scelta e alla corretta valutazione dei danni da vaccino: il COMILVA invia una revisione del piano al Ministero e alle regioni per aprire un tavolo di discussione, che purtroppo non avrà seguito.

Esplode il “caso” dell’influenza aviaria: il governo emana un decreto per l’acquisto di 35 milioni di dosi di vaccini. Si prevede un’epidemia che coinvolgerà almeno 16 milioni di persone: tutto si rivelerà ancora una volta un falso. Altro fronte ammissione alle comunità infantili in Lombardia, specialmente a Milano: altro intervento autorevole del COMILVA, sempre con esito positivo.

L’EMEA chiede (con un pretesto) la sospensione della commercializzazione del vaccino Hexavac. Il CORVELVA riparte con l’iniziativa di costituzione di una commissione scientifica nelle associazioni.

Milano, 8 luglio 2005, dopo una lunga sofferenza, scompare Marinella Leo, già Presidente del COMILVA negli anni ‘90: se ne va una donna che ha dedicato gran parte della sua vita alla causa dell’obiezione.

Regione Abruzzo. Deliberazione 08.08.2005, n. 793, Piano delle vaccinazioni della Regione Abruzzo. Viene istituito anche in questa regione il dissenso informato con Deliberazione N. VIII/1587 DEL 22.12.2005. Determinazioni in ordine alle vaccinazioni dell’età infantile e dell’adulto in Regione Lombardia. Introduzione della procedura di dissenso informato.

29 ottobre 2005: viene emanata la legge 229/05 “Disposizioni in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie”. Ma la legge manifesta da subito grossi problemi applicativi a causa della difficoltà di stabilire delle graduatorie. Vengono stanziati complessivamente per il 2005 ed il 2006 ben 45 milioni di euro.

2006

2 febbraio 2006. Viene emanata la legge 31/06, “Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante, SIDS, e di morte inaspettata del feto”. Questo provvedimento, poco conosciuto ed utilizzato, non incide peraltro in alcun modo nella ricerca scientifica sulla possibile correlazione fra SIDS e vaccinazioni pediatriche.

Deliberazione della Giunta Regionale 10 aprile 2006, n. 63-2598. Approvazione Piano Piemontese di Promozione delle Vaccinazioni (PPPV) in attuazione dell’Accordo tra il Ministro della Salute e i Presidenti delle Regioni e Province Autonome concernente il Nuovo Piano Nazionale Vaccini 2005-2007. Introduzione della procedura di dissenso informato in Piemonte e sospensione delle sanzioni amministrative per mancata vaccinazione.

Delibera N. 369/2006 del 22 maggio 2006, Regione Toscana. Linee di indirizzo per la gestione dei casi di inadempienza all’obbligo vaccinale. Istituzione del dissenso informato.

Il 10 febbraio 2006, in un convegno a Verona, il veneto annuncia il suo progetto di sospensione dell’obbligo vaccinale che attuerà con il primo gennaio 2008. Il 16 marzo 2006, ancora con un pretesto, l’AIFA ritira dal mercato il vaccino MORUPAR (uno dei vaccini trivalenti MPR). Sappiamo da altre fonti che lo stesso vaccino fu ritirato un anno prima in Brasile per l’eccessivo aumento delle reazioni gravi, rispetto ad altri vaccini trivalenti.

Il COMILVA e il GILVA (Comitato udinese per la libertà di vaccinazione e il sostegno ai danneggiati da vaccino) sono ascoltati in Commissione vaccini del Friuli-Venezia Giulia e presentano un libro bianco sui danni da vaccino in regione: diffidenza e ostilità caratterizzano l’incontro che porta ad un nulla di fatto. Il Friuli-Venezia Giulia si conferma una delle regioni più conservatrici e chiuse in Italia sull’argomento. Appare in rete l’associazione trentina “Vaccinare Informati” del Trentino.

2007

11 giugno 2007. Deliberazione della Giunta regionale dell’Umbria. Approvazione linee guida vincolanti per Aziende USL finalizzate al miglioramento della pratica vaccinale e ad una maggiore efficienza dei servizi. Istituzione del dissenso informato.

Parte la campagna di promozione del nuovo vaccino HPV per le adolescenti: un altro scandalo mondiale dal momento che il vaccino è considerato sperimentale almeno fino a tutto il 2009.

Termina la sua attività VACCINETWORK: una grande perdita per tutto il movimento nazionale.

Esce il libro del dott. Roberto Gava “Le Vaccinazioni Pediatriche”, ad oggi il testo più completo ed importante nel settore, che racconta in modo semplice e professionale nello stesso tempo la verità sui vaccini.

Si diffonde l’uso di psicofarmaci nei bambini (specialmente Ritalin e Strattera): le associazioni delle famiglie con bambini affetti da sindrome autistica ed iperattività si battono per opporsi a queste iniziative. Nessuno indaga in modo adeguato sulla correlazione vaccini e autismo.

Il COMILVA partecipa alle discussioni sull’applicazione della L. 229/05 a Roma insieme al CONAV, all’AMEV e all’ALV di Giorgio Tremante. Il COMILVA presenta il progetto di monitoraggio delle cause dei danni da vaccino, chiedendo l’apertura di un tavolo tecnico fra il ministero e le associazioni. Questo tavolo non è stato mai avviato. Dopo una intensa attività legale, articoli sui giornali e pressioni la vicenda dell’ammissione negata ai bambini non vaccinati nel Comune di Milano sembra essere arrivata ad una conclusione positiva.

2008

1° gennaio 2008. Entra in vigore in Veneto la sospensione delle leggi dell’obbligo vaccinale, Legge Regionale N. 7 del 23 marzo 2007. Subito dopo scoppia la crisi meningite nella stessa regione: per alcuni casi letali (ben 3) verificatesi in provincia di Treviso parte una massiccia campagna vaccinale (ingiustificata) non solo in questa regione. Si scoprirà poi che l’incidenza di questi casi è stata addirittura inferiore alla media degli ultimi anni.

In una valutazione fatta da Canale Verde (Istituzione Sanitaria della regione Veneto) si afferma che negli ultimi dodici anni i casi esaminati di danno da vaccino sono stati 4000, che significa un totale di almeno circa 3000 casi in Italia ogni anno.

Si intensifica l’attività associativa in Friuli con la nascita di LIBERALASCELTA, un comitato di genitori perlopiù collegati dalle problematiche del danno da vaccino: questo comitato, che eredita l’esperienza del GILVA e collabora attivamente con il COMILVA, raccoglierà fino al 2010 oltre 250 casi di danno da vaccino in regione, prevalentemente in provincia di Udine.

17 ottobre 2008. Tribunale per i Minorenni di Cagliari, Sentenza Cron. 1688/08. Si dichiara il non luogo a procedere verso i genitori per la mancata vaccinazione del minore. DELIBERAZIONE N. 71/12 DEL 16 dicembre 2008. Regione Sardegna. Introduzione della procedura di dissenso informato.

2009

Emilia-Romagna, Deliberazione della giunta regionale 13 marzo 2009, n. 256. Approvazione del documento contenente “Indicazioni alle Aziende sanitarie per promuovere la qualità delle vaccinazioni in Emilia-Romagna”. Viene formalizzata l’istituzione del dissenso informato già diffusa da tempo nella regione che, insieme alle Marche ed al Veneto è stata pioniera in questo settore.

Scatta l’allarme mondiale per la presunta pandemia del virus A-H1N1. Si rivelerà una vera e propria bufala, una delle tante, con oltre 40 milioni di dosi di vaccino acquistate (per niente!) dal governo.

Si acuiscono i rapporti interni alla Federazione del COMILVA, dopo circa due anni di discussioni e tentativi di riconciliazione. Si arriva ad una nuova spaccatura che si materializza con gennaio 2010. La Federazione del COMILVA si separa dall’ALISTER. Le motivazioni di questo epilogo amaro non sono un “patrimonio da condividere” ma vanno consegnate piuttosto alla storia del movimento per quello che sono, ovvero un’altra sconfitta del movimento stesso, che non ha saputo o potuto proseguire la sua azione nell’unità. Purtroppo, questo “male” sembra affliggere il movimento ancora ai giorni nostri.

2010-2013

Il 2010 si caratterizza come un anno di transizione per il COMILVA: ma non c’è tempo da perdere e vengono poste le basi per la creazione della nuova Associazione COMILVA con il supporto fondamentale del gruppo riminese. Da qui riparte l’associazione che mantiene aggregati i vari gruppi di attivisti già presenti nella Federazione.

Negli anni successivi, fino al picco del 2015, si intensificano collaborazioni importanti con medici italiani come Dario Miedico, Massimo Montinari, Roberto Gava, Eugenio Serravalle, Jerome Malzac e molti altri, persone che aiutano il movimento a crescere nella consapevolezza di una forza nuova, quella che ricerca della verità sulla questione vaccinale sia una missione possibile.

Nasce AsSIS con una importante partecipazione di Comilva nelle prime manifestazioni pubbliche: questa aggregazione nasce con l’intento di costituire un Comitato Scientifico, l’aggregazione di un settore medico-legale, e una partecipazione attiva delle associazioni di genitori. Tra le finalità auspicate sembrava possibile arrivare ad un protocollo unico di cura dei danni da vaccino dello spettro autistico.

Si susseguono incontri e convegni su gran parte del territorio nazionale a cui partecipano un numero sempre più crescente di persone. Le stesse istituzioni, sia a livello locale che nazionale, sembrano aprirsi al dibattito e al confronto.

2014

L’inizio della svolta: alla fine di settembre 2014 l’Italia viene designata capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale nell’ambito del Global Health Security Agenda. A ricevere questo incarico alla Casa Bianca a Washington, alla presenza di Barack Obama, sono presenti l’allora Ministro della Salute Lorenzin, il Presidente dell’AIFA Pecorelli, Ranieri Guerra, allora Consigliere Scientifico Ambasciata a Washington e poi padre putativo del DL 73/2017 in veste di direttore generale dello stesso Ministero della salute, e il Viceambasciatore italiano a Washington Luca Franchetti Pardo. Più o meno nello stesso periodo l’allora primo ministro italiano Renzi invita a Palazzo Chigi i manager delle più importanti industrie farmaceutiche e li invita ad investire in Italia.

Il caso di difterite in Spagna e qualche altra apparizione in Europa dà il via al tam-tam mediatico per delegittimare e criminalizzare il movimento per la libertà di scelta vaccinale messo all’indice come portatore di una grave minaccia sanitaria.

2015

E’ l’anno della Commissione D’Incecco che porta a concretezza istituzionale il cammino revisionista avviato già nell’autunno 2014: nelle conclusioni della commissione (pubblicate nel gennaio 2016) si leggono frasi come “attivarsi per il conseguimento degli impegni presi a livello internazionale dando priorità a recuperare la flessione delle vaccinazioni “ o come “rispetto degli obblighi vaccinali all’atto di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado”.

Si intensificano gli appelli degli “esperti” per portare le coperture vaccinali ai livelli attesi dal numero magico del 95% e si mira in modo sempre più evidente a colpire i medici scettici, in particolare gli autori della Lettera aperta a firma di molti medici e pediatri al Presidente dell’ISS.

A dicembre 2015 vien proiettato per la prima volta il pregevole lavoro di Ambra Fedrigo “Il Ragionevole Dubbio”, documento importantissimo a cui hanno contribuito medici, avvocati e genitori di danneggiati. Il progetto di cui fa parte il documentario, “Per non lasciarli soli: Percorso di sostegno alle famiglie danneggiate e a rischio di esclusione sociale”, progetto creato a cura dell’Associazione COMILVA è stato realizzato con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia che però, al momento della proiezione fa una rocambolesco dietrofront negando un patrocinio all’iniziativa peraltro mai richiesto.

2016

Il 10 gennaio 2016 va in onda lo show dei vaccini. RAI3, con la trasmissione PRESA DIRETTA, condotta dall’ineffabile Riccardo Iacona: viene mandato in onda uno spot infinito dedicato ai vaccini e ai VACCINISTI convinti. Tutti gli altri sono “ANTIVACCINISTI”.

Si realizza la colazione nazionale che si propone di COLPIRE l’antivaccinismo: nasce la “Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni” (UNA CHIAMATA ALL’AZIONE), un documento nato dalla collaborazione fra varie realtà attive nella rete e riunite sotto la sigla di TeamVaxItalia (nomen omen), un INNO al PENSIERO UNICO VACCINALE. A questa carta si ispireranno politici, amministratori, cittadini qualunque, in una sorta di GUERRA SANTA per eliminare ogni possibilità di discussione sul tema vaccinale in Italia.

La regione Emilia-Romagna rompe gli indugi e, sull’onda di una sempre più ossessiva campagna mediatica a favore delle vaccinazioni e per la tutela dei bambini immunodepressi, legifera per l’esclusione dei bambini non vaccinati dai nidi e dalle scuole dell’infanzia. Segue a ruota la città di Trieste: due presidi geografici in cui il movimento per la libertà di scelta aveva fatto breccia dagli anni ’90. Dare l’esempio è la parola d’ordine. Comilva si oppone a questi provvedimenti in tutte le sedi istituzionali possibili, dal TAR al Consiglio di Stato. Tocchiamo con mano la ragnatela tesa in tutti gli ambiti istituzionali per bloccare il movimento. È il preludio finale alla Legge Lorenzin.

Il 29 ottobre si svolge a Roma un convegno organizzato dal giornalista David Gramiccioli che riunisce la maggior parte delle associazioni italiane per la libera scelta e per la difesa dei diritti dei danneggiati da vaccino: porta il suo saluto in sala il medico inglese Andrew Wakefield.

2017

Il 21 marzo a Roma le associazioni italiane organizzano una importante manifestazione davanti a Montecitorio per sensibilizzare le forze politiche sul tema della libera scelta e del danno da vaccino, ma questo è l’anno del Decreto Lorenzin e della Legge 119: dopo anni di campagne mediatiche asfissianti, prima sulla meningite, quindi su un picco di casi di morbillo (molto più contenuto di uno dei picchi recenti degli anni 2000) si costruisce la motivazione per introdurre prima 12 poi (in sede di conversione del decreto in legge) 10 vaccini obbligatori, un inasprimento delle sanzioni amministrative per gli inadempienti e l’esclusione dei bambini non vaccinati dai nidi e dalle scuole dell’infanzia. A maggio esce il decreto che verrà poi convertito in legge a fine luglio.

Comilva partecipa alle audizioni convocate per la discussione sul decreto.

Iniziano una raffica di manifestazioni a Rom a e nelle principali città italiane con partecipazioni massicce che vengono sistematicamente ignorate dagli organi di informazione: l’8 luglio a Pesaro si riuniscono 60.000 persone nella più imponenti manifestazioni mai viste in Italia. Anche questo evento passa quasi sotto silenzio così come tutti i sit-in che si susseguono davanti al parlamento fino al giorno dell’approvazione della legge.

Scoppia il caos con l’inizio dell’anno scolastico con l’introduzione di un regime transitorio che prevede autocertificazioni dello stato vaccinale dei minori creando verifiche della situazione nel corso dell’anno scolastico (10 marzo) con esclusioni scolastiche che si ripercuotono pesantemente sulle famiglie e sui bambini.

2018

Continua la lotta per far cambiare la legge e per sostenere le famiglie nel caos generato dalla 119, tra violazioni della privacy, interpretazioni caotiche della norma, decreti regionali e addirittura comunali che inaspriscono a piacere il dettato legislativo. Tra le scuole dell’infanzia che si accaniscono maggiormente contro gli inadempienti ci sono quelle della FISM, le scuole cosiddette “cattoliche”. La chiesa rimane in un silenzio assordante di fronte ad una delle peggiori discriminazioni sociali dal secondo dopoguerra.

A marzo si svolgono le elezioni del nuovo parlamento e si riaccendono le speranze per la vittoria del M5S e la buona performance della Lega (due partiti che avevano dato l’idea di poter cambiare la 119): le speranze sembrano materializzarsi in realtà alla formazione del governo gialloverde ma ben presto la vera dimensione dello spessore politico, e soprattutto morale, di queste forze politiche si manifesta in tutta la sua pochezza. E’ in particolare il M5S a deludere le aspettative con la ministra Grillo e con buona parte dei suoi esponenti, chiaramente orientati a mantenere l’obbligo. Durante l’estate sembra esserci un sussulto di dignità con un decreto che consente l’accesso scolastico alle comunità infantili dei bambini non vaccinati ma con un blitz ben orchestrato viene ritirato poco dopo e viene redatto frettolosamente il DDL 770, che per certi versi risulta ancora peggiorativo rispetto alla 119, se mai ce ne fosse stato bisogno. Le associazioni presentano anche una proposta di legge di iniziativa popolare: totalmente ignorata giace negli archivi del parlamento.

2019

Si susseguono le audizioni in commissione sanità sul DDL 770 a cui vengono invitate solo alcune associazioni tra cui Comilva e Condav e personalità del mondo medico che sostengono posizioni critiche verso gli obblighi vaccinali e le esclusioni scolastiche, ma il ritmo è blando e tutto procede nel disinteresse generale delle forze di governo che sono impegnate a punzecchiarsi a vicenda in un gioco al massacro che culminerà nella crisi dell’agosto 2019.

La creazione del governo giallo-rosso mette definitivamente la parola fine a qualsiasi altro confronto per modificare la legge 119 in questa legislatura.