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COVID

chiarimenti rientro a scuola a.s 2020/2021

Care Mamme e cari Papà,

tutti abbiamo sperato di poter tornare a scuola in un clima di "normalità" e, invece, dopo le ultime indicazioni operative, ci stiamo chiedendo se ci siano le prerogative (anche minime…) che ci consentano di poter mandare a scuola i nostri figli.

La conclusione a cui siamo arrivati è che le condizioni, purtroppo, sono inaccettabili!

Sarà sufficiente un raffreddore per entrare nel mirino del Dipartimento di Prevenzione - un nuovo ufficio in contatto diretto con il Dirigente Scolastico e il Referente scolastico COVID-19 secondo le dichiarazioni del ministro Azzolina - e nel girone infernale dei tamponi “ultrasensibili”.

E al primo tampone positivo della classe, il DdP potrà prescrivere la quarantena agli alunni che si configurano come contatti stretti del soggetto positivo o a tutta la classe o finanche disporre la chiusura della scuola. Potrà prescrivere tamponi a tutti e addirittura inviare un’unità mobile per poterli eseguire direttamente a scuola.

Nonostante ogni sforzo per nutrire quotidianamente il “terreno” per consentire ai nostri figli di essere attivamente sani, ci troveremmo completamente in balia del fantomatico Dipartimento. Non c’è una regola fissa che ci consenta di governare, per quanto possibile, la situazione e da quanto apprendiamo leggendo indicazioni operative, protocolli di intesa, piani scuola usciti nelle ultime settimane, ogni casistica è oggetto di valutazione discrezionale.

Perché?

Perché gli alunni ricadono sempre e comunque nella definizione di CONTATTO STRETTO.

E perché ricadono sempre in questa definizione?

Abbiamo cercato di dare una risposta a questo interrogativo e siamo giunti a una prima evidenza: in classe i banchi non sono abbastanza distanziati.

Un metro tra un banco e l’altro pare non sia sufficiente, servirebbero almeno due metri, esattamente come previsto in maniera imprescindibile1 per la cattedra degli insegnanti.

Questa ipotesi trova conferma nella definizione di contatto stretto di ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

Tra le varie casistiche della definizione di contatto stretto2, infatti, possiamo leggere:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;

  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);

  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);

  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;

  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri.

Sulla base delle circolari e ordinanze ministeriali, per i contatti stretti di un caso probabile o confermato, oltretutto, è prevista la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

Per gli alunni ciò potrebbe non valere … ogni valutazione è nelle mani del DdP.

I famosi banchi monoposto distanziati di un metro, l’alternanza delle presenze degli alunni con lezioni da remoto, la scuola nei musei, nelle biblioteche, nelle tensiostrutture, le nuove assunzioni, le ristrutturazioni, la mascherina, il lavaggio delle mani, la sanificazione degli ambienti, starnutire nel gomito, far ricreazione e consumare il pasto seduti al banco, la stanza COVID, …, non sono sufficienti: secondo gli esperti (gli stessi che hanno contribuito a stabilire le condizioni idonee a garantire la continuità scolastica in sicurezza) i nostri figli a scuola sono sempre e comunque esposti al rischio di contagio!

Ovvero disposizioni e misure non garantiscono agli alunni di NON RICADERE NELLA DEFINIZIONE DI CONTATTO STRETTO.

QUESTO PER NOI È SEMPLICEMENTE INACCETTABILE.

Abbiamo predisposto un facsimile di lettera da inviare al Dirigente Scolastico (e per conoscenza all’Ufficio Scolastico Regionale e al Sindaco) da cui poter prendere spunto.

Nella PRIMA PARTE:

  • chiediamo al Dirigente di chiarirci quale grado di autonomia è nei suoi poteri nell’istituire e giustificare le disposizioni e le misure di prevenzione nell’Istituto che dirige;;

  • mettiamo in luce la grave sperequazione fra le condizioni di “sicurezza” primarie che l’organizzazione scolastica intende attuare per il personale dipendente e gli studenti, ovvero il distanziamento in ambiente chiuso e pretendiamo che anche agli alunni siano GARANTITE CONDIZIONI STRUTTURALI OMOGENEE PER NON RICADERE NELLA DEFINIZIONE DI CONTATTO STRETTO.

Nella SECONDA PARTE:

  • poniamo dubbi e interrogativi su specifiche disposizioni e misure. Questa parte potrebbe risultare ridondante e quindi andrebbe personalizzata in base alle proprie esigenze e specificità.

  • Tra le domande da porre al dirigente ve ne sono alcune imprescindibili: tra queste, quelle che poniamo nel caso in cui la sintomatologia “SUGGESTIVA” di un’infezione SARS Cov-2 dovesse sorgere a scuola. “Insegnanti, personale scolastico e alunni non hanno competenze in ambito medico-sanitario. Come distinguere, ad esempio, i sintomi in soggetti allergici e asmatici? Chi si assume la responsabilità di un’errata segnalazione e di tutte le conseguenze che ne derivano?”

Nell’ULTIMA PARTE sono allegate alcune note di approfondimento.

Nota Bene:

La lettera e il materiale di approfondimento che mettiamo a disposizione di tutti saranno costantemente aggiornati, anche in base agli avvenimenti, a questo link:

https://www.comilva.org/lettera-al-ds-chiarimenti-rientro-scuola-2020-2021

Riteniamo che inviare una simile lettera al Dirigente Scolastico rappresenti il PRIMO passo da compiere: è un’azione interlocutoria e ne seguiranno altre.

Per ogni dubbio, i referenti Comilva sono sempre al vostro fianco.

 


1 vedi verbale CTS n. 94 del 7 luglio 2020, http://istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2020/07/verbale_completo_CTS_n94_del_07-07-2020.pdf

2 Vedi https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/surveillance/surveillance-definitions