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Calendario Vaccinale

Calendario Vaccinale


Il Calendario vaccinale attualmente in vigore, trae origine dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019, approvato in Conferenza Stato-Regioni con Intesa del 19 gennaio 2017 e dalle successive disposizioni del decreto Lorenzin.

Sono offerte gratuitamente e attivamente dal Servizio sanitario nazionale (SSN) le seguenti vaccinazioni:

Bambini da zero a 6 anni

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE:

  • Anti-difterica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni  
  • Anti-poliomielite: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
  • Anti-tetanica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
  • Anti-epatite virale B: 3 dosi nel primo anno di vita
  • Anti-pertosse: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
  • Anti-Haemophilus influenzae tipo b: 3 dosi nel primo anno di vita
  • Anti-varicella: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni (obbligatoria per i nati dal 2017)
  • Anti-morbillo: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni
  • Anti-parotite: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni
  • Anti-rosolia: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni

VACCINAZIONI FACOLTATIVE

  • Anti-meningococcica B: 3 o 4 dosi nel primo anno di vita, a seconda del mese di somministrazione della prima dose (fortemente raccomandata per i nati a partire dal 2017)
  • Anti-rotavirus: 2 o 3 dosi nel primo anno di vita, a seconda del tipo di vaccino (fortemente raccomandata per i nati a partire dal 2017)
  • Anti-pneumococcica: 3 dosi nel primo anno di vita (fortemente raccomandata per i nati a partire dal 2012)
  • Anti-meningococcica C: 1° dose nel secondo anno di vita (fortemente raccomandata per i nati a partire dal 2012)

Adolescenti

OBBLIGATORIE

  • Anti-difterica: richiamo
  • Anti-poliomielite: richiamo
  • Anti-tetanica: richiamo
  • Anti-pertosse: richiamo

FACOLTATIVE

  • Anti-HPV per le ragazze e i ragazzi (2 dosi nel corso del 12° anno di vita)
  • Anti-meningococcica tetravalente ACWY135 (1 dose)

Adulti

FACOLTATIVE

  • Anti-pneumococcica nei 65enni
  • Anti-zoster nei 65enni
  • Anti-influenzale per tutte le persone oltre i 64 anni
     

VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE 2020-2021

Il 5 giugno 2020 il Ministero della salute ha pubblicato la Circolare Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021, elaborata dalla Direzione Generale della Prevenzione sanitaria.
Come è noto l’efficacia dei vaccini antinfluenzali varia da anno ad anno, a seconda della congruenza tra gli antigeni virali presenti nel vaccino e quelli dei virus circolanti nello specifico anno e inoltre può dipendere da altri fattori quali l’età e lo stato di salute del soggetto vaccinato.

Nella circolare si legge:

Nella prossima stagione influenzale 2020/2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2, pertanto, si rende necessario ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e Influenza. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso.

Il Ministero stabilisce che la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente a:

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”;
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza;
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni;
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato);
  • Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (nella circolare vengono specificate le categorie professionali);
  • Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (nella circolare vengono specificate le categorie professionali);
  • Donatori di sangue.

Si legge, inoltre:

Per la stagione 2020-2021, a causa dell’emergenza COVID-19, al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni. Per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti, e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza, la vaccinazione è fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria.

Per quanto riguarda la popolazione pediatrica (ad esclusione dei soggetti considerati a rischio), fino a oggi la vaccinazione antinfluenzale non era mai stata inclusa fra quelle raccomandate attivamente e offerte gratuitamente. Negli individui sani generalmente l’influenza provoca alcuni giorni di febbre e ogni valutazione circa l'opportunità di effettuare la profilassi vaccinale, considerato anche il costo accessibile del vaccino antinfluenzale, era lasciata alla famiglia.
Nella circolare il Ministero nonostante riconosca che "L’inserimento dei bambini e adolescenti sani nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale è oggetto d’intensa discussione da parte della comunità scientifica internazionale", mette in evidenza il fatto che i bambini e gli adolescenti siano ricompresi nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale in altri Paesi, fornisce la bibliografia che supporta l’opportunità di raccomandare la vaccinazione in questa fascia di età e dà alle Regioni il via libera per raccomandare attivamente e offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale a tutti i bambini a partire dai 6 mesi di età.

L’opinione che sia opportuno e prioritario raccomandare la vaccinazione antinfluenzale alle persone sane è discussa e non condivisa dal mondo medico scientifico. Per approfondire l'argomento segnaliamo la recente pubblicazione Donzelli A, Agostini D, Bellavite P, Cattaneo A, Duca P, Serravalle E (2020). Vaccinazione antinfluenzale: che cosa dicono le prove scientifiche. Giovanni Fioriti Editore, Roma.
(v. https://fioritieditore.com/salute-e-istituzioni/)
Di seguito, ne riportiamo i

Messaggi principali

La pandemia di COVID-19 ha indotto il Governo a estendere e rafforzare la raccomandazione di vaccinazione antinfluenzale, e varie Regioni ne hanno ordinato l’obbligo per anziani e personale sanitario. Ad oggi, però, le ricerche più valide su anziani hanno dimostrato la sua utilità solo in cardiopatici in fase attiva, mentre per non cardiopatici le prove non hanno mostrato una tendenza favorevole. Lo stesso sembra valere per la vaccinazione indiscriminata di gravide e bambini. Anche per sanitari mancano prove valide di benefici netti, e comunque un obbligo non sembra compatibile con l’ordinamento vigente. La scelta di un vaccino quadrivalente ad alta dose con ceppi diversi da quelli raccomandati dall’OMS sembra un’ulteriore criticità.
Inoltre la vaccinazione antinfluenzale:

  • ha efficacia moderata nei confronti dell’influenza, ma non è efficace verso le ben più numerose sindromi influenzali da virus diversi da quelli dell’influenza
  • in base ad alcuni studi potrebbe aumentare altre infezioni respiratorie (interferenza virale), comprese alcune da coronavirus (anche se mancano prove rispetto al SARS-CoV-2). Non è comunque stato chiarito se sia risultata associata a prognosi migliore negli affetti da COVID-19
  • non consente di distinguere sindromi influenzali da forme iniziali di COVID-19, che richiedono comunque test diagnostici specifici
  • se estesa come deciso da alcune Regioni, a fronte di un bilancio netto molto incerto tra benefici e danni, comporterebbe pesanti costi organizzativi, finanziari e disagi, in competizione con possibili usi molto migliori delle risorse corrispondenti.

Le migliori prove scientifiche suggeriscono di rinunciare all’obbligo e una moratoria sull’estensione della vaccinazione, finché nuove ricerche valide, pragmatiche, indipendenti da interessi commerciali diano risposte basate sulle prove ai tanti interrogativi sollevati.

Quante dosi di vaccino da 0 a 16 anni?

Con una semplice somma possiamo contare

  • OBBLIGATORIO: 34 dosi di vaccino
  • FACOLTATIVO: 20 dosi di vaccino (incluso l'antinfluenzale annuale da 6 mesi a 6 anni)

per un totale di 54 dosi di vaccino da 0 a 16 anni.

Per raggiungere una copertura vaccinale di almeno il 95% (questo è l’obiettivo prefissato già per il 2019 per quasi tutte le vaccinazioni incluse nel calendario vaccinale) il PNPV offre numerose indicazioni che aiutano a comprendere come viene gestita la comunicazione e la formazione in tema vaccinale, fra le quali:

  • conduzione di campagne di vaccinazione;
  • monitoraggio continuo dell’omessa vaccinazione;
  • dialogo con la popolazione, attraverso canali di comunicazione multipli, con particolare attenzione all’uso delle nuove tecnologie dei media e dei social media;
  • attività di sostegno per la comunicazione sulle vaccinazioni per trasmettere informazioni che anticipino e rispondano ai timori dei genitori e degli anziani, soprattutto;
  • monitoraggio costante del “sentimento anti-vaccinazione”;
  • formazione degli operatori sanitari sulla comunicazione del rischio al pubblico, gestendo le esitazioni nell’aderire alle vaccinazioni, sottolineandone i vantaggi e il valore;
  • immediata comunicazione istituzionale e capacità di interazione con i media, in caso di presunto evento avverso a vaccino MPR;
  • educazione proattiva dei media sulle vaccinazioni.

In ogni Regione è prevista una procedura operativa scritta che specifica le modalità di offerta ATTIVA delle vaccinazioni previste dal calendario vaccinale che è opportuno conoscere per gestire correttamente il rapporto con l'azienda sanitaria. Di seguito le indicazioni fornite nel PNPV:

«Il personale sanitario incaricato provvede all’invito scritto alla vaccinazione (chiamata attiva), che deve raggiungere l’interessato nei tempi previsti dal calendario vaccinale (entro 90 giorni d’età per i nuovi nati), corredandolo eventualmente dal materiale informativo predisposto e approvato dalla Regione.
Ogni accesso o richiesta spontanea dell’utenza al Servizio vaccinale deve rappresentare un’occasione per verificare lo stato vaccinale del richiedente, completare i cicli vaccinali o proporre eventuali richiami e offrire tutte le vaccinazioni raccomandate dal Ministero della Salute e dalla Regione e non ancora effettuate.

In considerazione del fatto che i tempi di vaccinazione e rivaccinazione consentono una certa flessibilità, il personale può accettare la giustificazione motivata e temporanea di posticipare la vaccinazione anche telefonicamente. Nel caso, invece, che venga addotto un motivo che dia adito a dubbi circa la temporaneità e l’idoneità vaccinale o non appaia adeguato, gli utenti interessati vanno invitati a colloquio con il Medico del centro vaccinale.
(...)

In caso di mancata risposta alla prima convocazione (chiamata attiva), il personale segnala il nome del bambino al Pediatra di famiglia. Quindi invia una seconda lettera con modalità raccomandata AR per fissare un altro appuntamento ed un eventuale colloquio con il medico.
(...)

Se alla raccomandata con avviso di ricevimento non segue risposta o se si presenta e rifiuta la vaccinazione, si registra nel programma vaccinale tra i dissensi temporanei o definitivi. Anche queste azioni devono essere annotate nella scheda vaccinale informatizzata, compresi i dati relativi alla gestione del rifiuto. Le persone per quali è stato espresso un dissenso solo per alcune vaccinazioni, saranno invitate per quelle per le quali non è esplicitato il dissenso. Le persone per le quali è stato espresso un dissenso definitivo è raccomandato riproporre le vaccinazioni nelle occasioni opportune di accesso agli ambulatori ed in ogni caso saranno invitate al raggiungimento della maggiore età.
(...)

Il colloquio va documentato specificando i principali argomenti trattati.»