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Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV)

Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV)


Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 (PNPV), approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio 2017, costituisce il documento di riferimento delle strategie vaccinali sull’intero territorio nazionale.

Il Piano nazionale trova le sue radici nell'ambito di un contesto globale: nell'European Vaccine Action Plan 2015– 2020 (EVAP) che a sua volta è originato dal Global Vaccine Action Plan 2011–2020 (GVAP) approvato dall'Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2012, a sua volta frutto della DoV Collaboration (Decade of Vaccines Collaboration) promossa da Bill & Melinda Gates e guidata da una leadership formata da Gates Foundation, GAVI Alliance, di cui la Fondazione Gates ne rappresenta il maggior finanziatore non istituzionale, UNICEF, di cui la Fondazione Gates si annovera fra i principali partner e finanziatori, United States National Institute of Allergies and Infectious Diseases (NIAID), uno dei 27 enti  che compongono il National Institutes of Health americano che collabora con la Fondazione Gates dal lancio nel 2003 del Grand Challenges in Global Health e OMS, di cui la Fondazione Gates ne rappresenta il maggior finanziatore non istituzionale.

Occorre evidenziare, inoltre, che il Global Vaccine Action Plan 2011-2020 (GVAP) è sottoscritto da: Dr. Seth Berkley, Chief Executive Officer GAVI Alliance, Dr. Margaret Chan Director General World Health Organization, Dr. Christopher Elias, President Global Development Program Bill & Melinda Gates Foundation, Dr. Anthony Fauci, Director US National Institute of Allergies and Infectious Diseases, Mr. Anthony Lake, Executive Director United Nations Children’s Fund (UNICEF) e da Ms. Joy Phumaphi Executive Secretary African Leaders Malaria Alliance.


L’European Vaccine Action Plan 2015– 2020 (EVAP) si basa su 6 obiettivi: sostenere lo stato polio-free, eliminare morbillo e rosolia, controllare l’infezione da HBV, soddisfare gli obiettivi di copertura vaccinale europei a tutti i livelli amministrativi e gestionali, prendere decisioni basate sulle evidenze in merito all’introduzione di nuovi vaccini, realizzare la sostenibilità economica dei programmi nazionali di immunizzazione.

Le priorità del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019

come citato dal sito del Ministero:

  • mantenere lo stato Polio free
  • perseguire gli obiettivi del Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita (PNEMoRc) e rafforzare le azioni per l’eliminazione
  • garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l’accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini
  • prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura vaccinale (HtRGroups)
  • elaborare un Piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni
  • garantire gli obiettivi specifici di copertura vaccinale per tutte le vaccinazioni inserite in Calendario.

Gli obiettivi del Piano

Nel Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 sono elencati i seguenti obiettivi:

  1. Mantenere lo stato polio-free
  2. Raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free
  3. Garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’età e popolazioni a rischio indicate, anche attraverso forme di revisione e di miglioramento dell’efficienza dell’approvvigionamento e della logistica del sistema vaccinale aventi come obiettivo il raggiungimento e il mantenimento delle coperture descritte più oltre
  4. Aumentare l’adesione consapevole alle vaccinazioni nella popolazione generale, anche attraverso la conduzione di campagne di vaccinazione per il consolidamento della copertura vaccinale
  5. Contrastare le disuguaglianze, promuovendo interventi vaccinali nei gruppi di popolazioni marginalizzati o particolarmente vulnerabili
  6. Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali, interoperabili a livello regionale e nazionale, tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente/assistiti)
  7. Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili con vaccinazione
  8. Promuovere, nella popolazione generale e nei professionisti sanitari, una cultura delle vaccinazioni coerente con i principi guida del presente Piano, descritti come “10 punti per il futuro delle vaccinazioni in Italia”
  9. Sostenere, a tutti i livelli, il senso di responsabilità degli operatori sanitari, dipendenti e convenzionati con il SSN, e la piena adesione alle finalità di tutela della salute collettiva, che si realizzano attraverso i programmi vaccinali, prevedendo adeguati interventi sanzionatori qualora sia identificato un comportamento di inadempienza
  10. Attivare un percorso di revisione e standardizzazione dei criteri per l’individuazione del nesso di causalità ai fini del riconoscimento dell’indennizzo, ai sensi della legge 210/1992, per i danneggiati da vaccinazione, coinvolgendo le altre istituzioni competenti (Ministero della Difesa)
  11. Favorire, attraverso una collaborazione tra le Istituzioni Nazionali e le Società Scientifiche, la ricerca e l’informazione scientifica indipendente sui vaccini.

I “10 punti per il futuro delle vaccinazioni in Italia”, menzionati all'ottavo obiettivo, rappresentano i Principi Guida del Piano. Di seguito, si mette in evidenza il quinto punto dedicato all'ETICA:

5. ETICA
Ogni operatore sanitario, e a maggior ragione chi svolge a qualsiasi titolo incarichi per conto del Servizio Sanitario Nazionale, è eticamente obbligato ad informare, consigliare e promuovere le vaccinazioni in accordo alle più aggiornate evidenze scientifiche e alle strategie condivise a livello nazionale. La diffusione di informazioni non basate su prove scientifiche da parte di operatori sanitari è moralmente deprecabile, costituisce grave infrazione alla deontologia professionale oltreché essere contrattualmente e legalmente perseguibile.

Un tema, questo, che ricorre in più parti del documento; tra gli strumenti e le azioni idonee a realizzare il "processo di empowerment del cittadino" (v. PNPV, Cap. "Le priorità", par. "Elaborare un Piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni") vi sono 

"le azioni di deterrenza e disciplina etica e professionale nei confronti dei medici e degli operatori infedeli che non raccomandano o sconsigliano la vaccinazione".

 

Il calendario vaccinale

Come si evince anche dalla circolare del 8 marzo 2017 "Aspetti operativi per la piena e uniforme implementazione del nuovo PNPV 2017-2019 e del relativo Calendario Vaccinale"

il Piano 2017-2019

ha introdotto numerose nuove vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente a specifici gruppi di popolazione:

  • vaccinazione anti-meningococcica B ai nuovi nati della coorte 2017
  • vaccinazione anti-meningococcica tetravalente ACWY (una dose) nell’adolescente
  • vaccinazione anti-pneumococcica nei soggetti di 65 anni di età
  • vaccinazione anti-varicella ai nuovi nati a partire dalla coorte 2016
  • vaccinazione anti-HPV per i maschi undicenni con inizio della chiamata attiva per la coorte del 2006
  • vaccinazione anti-rotavirus a tutti i nuovi nati a partire dalla coorte 2018
  • 5° dose di vaccino anti-poliomielite nell’adolescente
  • vaccinazione anti-Herpes Zoster nei soggetti di 65 anni di età
  • numerose vaccinazioni per i soggetti a rischio, fra le quali la vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse acellulare per le donne al terzo trimestre di ogni gravidanza 

e stabilito i nuovi obiettivi di coperture vaccinali non inferiori al 95% per la maggior parte delle vaccinazioni contemplate dal Piano entro il 2019.
Tale parametro rappresenta la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge” a prescindere dalla tipologia di protezione offerta (solo individuale o anche collettiva) e dal grado di contagiosità della malattia.

Qui, il calendario vaccinale in formato grafico, estratto da PNPV 2017-2019.


Va rilevato, inoltre, che il Piano prevede che

"potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, peraltro, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l’obbligo di certificazione dell’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’ingresso scolastico. Parte integrante di questi vincoli sarà anche la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell’offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunità."
 

Come è noto, il Decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, modificato dalla Legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119, ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza da quattro a dieci: all'anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B si sono aggiunte l'anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

Per la fascia di età 0-16 le vaccinazioni fortemente raccomandate sono: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus.
Di recente, lo scorso 5 giugno 2020, il Ministero della salute ha pubblicato la Circolare Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021 con la quale dà alle Regioni il via libera per raccomandare attivamente e offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale a tutti i bambini a partire dai 6 mesi di età e alle persone sopra i 60 anni.

Non ultimo nel PNPV 2017-2019 si legge:

"le vaccinazioni prescritte rientrano nella responsabilità genitoriale secondo il criterio dell’interesse superiore del fanciullo e del suo diritto ad essere vaccinato. Conseguenza del rifiuto è un aumento del rischio dei bambini a frequentare molteplici ambienti (ospedale, scuola, palestre, piscine, ambienti ludici pubblici e privati) che diventano rischiosi proprio a causa del rifiuto. Soprattutto vengono messi in serio pericolo i soggetti più vulnerabili che per ragioni mediche non possono vaccinarsi. Peraltro, va notato che, come fondamento della decisione di vaccinarsi, oltre all'effetto di protezione delle vaccinazioni (c.d. herd immunity) e alle connesse motivazioni di carattere solidaristico e cooperativo, vanno aggiunte ulteriori motivazioni riguardanti l’interesse personale: in assenza di una ottimale diffusione della vaccinazione, il rischio individuale di ammalarsi è grandemente superiore ai rischi connessi al vaccino. Non si dimentichi infatti che l’eradicazione di una malattia infettiva non può essere assicurata esclusivamente da altre misure igienico-sanitarie, come dimostrato dal riemergere di epidemie nel recente passato anche in paesi industrializzati".

Simili affermazioni si inseriscono in un contesto ampio e complesso: quello della cosiddetta "Salute Globale", la cui Agenda ambisce ad applicare all'intera umanità protocolli vaccinali identici per tutti, che prevedono un intenso utilizzo di vaccini.

Per quanto riguarda il nostro Paese va altresì evidenziato che con la legge 3/2018, entrata in vigore il 15/02/2018, che ha riformato gli ordinamenti professionali dei sanitari, gli Ordini dei Medici sono divenuti Enti Sussidiari dello Stato, quindi suscettibili di essere incaricati di molte funzioni che spetterebbero allo Stato e, in buona sostanza, sottoposti all’esecutivo.
La stessa legge ha inoltre riformato i criteri in base ai quali gli ordini giudicano le infrazioni deontologiche, disponendo che l’ordine debba tenere in considerazione, oltre al codice deontologico, anche le norme, nazionali o regionali, e persino quelle contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro che impongano determinati comportamenti ai sanitari.
In pratica, se con CCNL viene introdotta una prassi che per un medico confligge con il suo codice deontologico, il medico sarà costretto a scegliere tra la propria etica o il rispetto della legge.
Tenuto conto del Documento sui Vacciniapprovato da FNOMCeO l'8 luglio 2016 che stabilisce che i medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, di fatto si impone al sanitario la promozione di tutti i vaccini obbligatori e raccomandati, imbavagliando qualunque dissenso e dando la illusoria percezione di unanimità di consensi nella comunità scientifica.

Il quadro che emerge è che ha preso forma una politica strisciante verso una deriva inarrestabile dei diritti, sempre più compressi da obblighi e raccomandazioni al limite di ogni valutazione oggettiva e scientificamente credibile.

È chiaro che la famiglia, nell'interesse superiore del fanciullo, non può permettersi di sottovalutare alcun rischio per la sua incolumità: né le eventuali complicazioni di una possibile malattia prevenibile da vaccino, né tuttavia le possibili reazioni avverse e relativi danni conseguenti a un trattamento invasivo di profilassi eseguito sotto la sua responsabilità; ha il dovere di valutare attentamente e con la massima consapevolezza ogni atto medico nei confronti del bambino, contemperandone rischi e benefici a partire dal quadro anamnestico individuale e familiare. 

Solo compiendo una scelta INFORMATA, CONSAPEVOLE e RESPONSABILE si agisce nel vero interesse superiore del fanciullo.

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