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Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni

Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni


È innegabile sia in atto un grande e profondo processo di trasformazione socio-culturale che impone al mondo della medicina un nuovo approccio, che sia in grado di coniugare aspetti umani e relazionali a quelli scientifici più avanzati, lontano dallo scientismo dogmatico e da un approccio riduzionista.
Buona parte della società odierna desidera che si affermi un modello di cura centrato sulla persona considerata nella sua interezza, proporzionato e adeguato dell’esperienza soggettiva di salute e malattia, rispettoso della dignità dell’individuo e del principio di autodeterminazione.

La forza guida di questo modello è il Consenso Informato, oggi di fatto ignorato da un sistema sanitario che dimostra di essere sempre più incapace di dialogare e interagire umanamente, un sistema che contrappone al confronto e all’approfondimento informativo, una pedissequa applicazione di protocolli a carattere massificato e seriale, molto spesso determinati in contesti anche geograficamente lontani.

L’arte medica deve potersi svolgere in piena autonomia. L’autonomia professionale è la capacità di pensare e agire liberamente, in modo indipendente. È una delle caratteristiche principali, insieme con la responsabilità, che non possono mancare per assicurare una vera alleanza terapeutica tra medico e paziente.

Le linee guida non possono essere invocate per escludere la responsabilità del medico!
Tanto è vero che la giurisprudenza della Corte di Cassazione, almeno sul versante civile, ammette che il medico possa disattendere la linea guida se opera concretamente con diligenza, prudenza e perizia sul caso concreto.

Nel caso specifico delle vaccinazioni, la Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni, Quinta edizione, febbraio 2018, a cura del Ministero della salute, Consiglio superiore di sanità, sebbene lo stesso Ministero affermi che rappresenti uno strumento di consultazione per il personale sanitario che opera nel campo delle vaccinazioni ed ha lo scopo di fornire un supporto tecnico per una corretta valutazione di controindicazioni o di precauzioni alla somministrazione di un vaccino, di fatto viene applicata rigidamente dai medici vaccinatori, secondo un'impostazione meccanicistico/riduzionista.

Riceviamo segnalazioni da parte di nostri Associati che testimoniano persino il rifiuto di tener conto di pareri specialistici o dei medici di medicina generale che esprimono la necessità di maggiore cautela, ad esempio consigliando un differimento per poter eseguire approfondimenti diagnostici.

Se i bambini sono affetti da patologie non contemplate dalla Guida sono sempre vaccinabili, se i bambini sono pluripatologici, e la Guida esprime una e una sola determinata patologia e con una visione segmentaria, sono vaccinabili. Se un familiare è sottoposto a chemioterapia e l’oncologo per la sua salvaguardia chiede di differire la vaccinazione del bambino, il differimento non viene avallato. Queste, purtroppo, rappresentano casistiche che la nostra Associazione si è trovata a fronteggiare da quando è in vigore la legge Lorenzin. L'ultimo caso citato, inoltre, è davvero emblematico: per tutelare il familiare immunodepresso il bambino non può sottoporsi a vaccinazione, ma al tempo stesso viene allontanato da scuola per tutelare gli immunodepressi…

E il quadro è ancor più grave considerato il fatto che ci si misura con medici “imbavagliati” perché obbligati dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) con il 'Documento sui vaccini' a non sconsigliare nessun vaccino, pena l'illecito disciplinare.  

Chi si esprime liberamente viene punito con la radiazione.

Questo costituisce di fatto un attentato alla libera manifestazione del pensiero da parte dei medici; rappresenta l'imposizione di un approccio dogmatico e scientista che può impedire agli stessi di agire in scienza e coscienza in violazione del codice deontologico.